Petali, cuori, disegni, impronte: il “percorso” contro la violenza sulle donne

Un allestimento dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne al Cuoco-Manuppella di Isernia

Si è svolto questa mattina, 25 novembre, in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sulle donne, un convegno presso l’Istituto Cuoco-Manuppella di Isernia. Il percorso, fatto di petali, impronte, disegni e cuori, conduce dalla porta di ingresso fino all’Aula Magna, dove si è volto il convegno dedicato ai femminicidi e alla violenza di genere.

I simboli del percorso

Le impronte sui cuori, che portano inciso il nome delle vittime, simboleggiano gli uomini che, troppo spesso, calpestano le donne. Rose e petali indicano la strada, una strada di delicatezza e amore, necessaria per approcciarsi a un tema così delicato, eppure così attuale. Ma anche disegni, murales, fotografie in cui gli studenti e le studentesse hanno espresso la propria sensibilità, scegliendo di catturare le sfaccettature della violenza fisica, psicologica o verbale.

Il convegno e la panchina rossa

Il convegno si è aperto con un video, realizzato proprio dagli studenti dell’istituto, in cui immagini davvero toccanti hanno testimoniato le varie facce della violenza. Sfondo dei diversi interventi è stata la panchina rossa inaugurata qualche anno fa a Isernia da Jessica Notaro, l’ex miss Italia sfregiata con l’acido dal suo ex compagno, dedicata a Stefania Cancelliere, la donna isernina tragicamente uccisa dal marito a colpi di mattarello.

Le istituzioni

Presenti molti rappresentanti delle istituzioni, tra cui , il questore Luciano Soricelli, il procuratore Carlo Fucci e il prefetto di Isernia Gabriella Faramondi, che ha colto l’occasione per sottolineare quanto sia importante sensibilizzare tra i banchi di scuola gli uomini e le donne del domani: “La battaglia contro la violenza sulle donne può essere vinta, è una battaglia di civiltà che mira a riaffermare i diritti di uguaglianza che sono sanciti dalla Costituzione”, ha dichiarato Faramondi.

Intervista del prefetto Gabriella Faramondi

Valeria Migliore