Pesca, rinnovato il contratto nazionale. I sindacati: “Segnale di forte responsabilità”

E’ stato rinnovato il Ccnl per gli addetti imbarcati sui pescherecci. Si tratta di un provvedimento molto importante che riguarda circa 27mila lavoratori che svolgono il proprio lavoro su 12mila imbarcazioni tra cui anche quelle molisane.

A sottolinearlo anche le associazioni di categoria Fedepesca e Coldiretti che, insieme a Fai-Cisl, Uila Pesca e Flai-Cgil hanno rinnovato il contratto collettivo di lavoro proprio alla vigilia della ripresa in molte marinerie delle attività di pesca dopo il fermo obbligatorio.

“Si tratta – sottolineano Federpesca e Coldiretti – di un importante segnale di responsabilità di imprese e lavoratori del settore ittico nazionale di fronte ad una emergenza mondiale in un momento di grande incertezza a livello internazionale con un aumento dei costi di produzione, in particolare il gasolio, insostenibili ed un’inflazione che si avvicina alle due cifre e che pesa in maniera importante sulle famiglie e sui lavoratori. Il rinnovo ha riguardato alcuni istituti di carattere normativo ed indennità economiche.

La dinamica salariale concordata – concludono Federpesca e Coldiretti – prevede una prima tranche di aumento al primo ottobre 2022 del 3% una seconda dal primo ottobre 2023 del 3,5%”.

Non c’è da dimenticare, infatti, che nel recente passato anche la marineria termolese aveva incrociato le braccia e deciso di non andare per mare per diversi giorni a causa del caro gasolio che aveva costretto sul lastrico le imbarcazioni con conseguenze anche per i lavoratori direttamente impiegati.

La speranza di tutti è che i continui rincari del prezzo del gasolio non costringano gli armatori a nuovi stop.