Pericolo cinghiali, Antonio Turdò sbotta

Il presidente del Comitato Pro Trignina se la prende con Legambiente che accusa la lobby dei cacciatori

Matrix Bistrot

Pericolo cinghiali sulle strade, la misura è colma. La protesta arriva da Antonio Turdò, presidente del Comitato Pro Trignina Abruzzo e Molise, che afferma: «Adesso ci sembra che si stia esagerando, dando la colpa dei cinghiali in sovranumero ai cacciatori! Non condividiamo in nessun modo la polemica fatta dalla Legambiente che dice ”basta favori alle lobby dei cacciatori, responsabili dei danni causati dalla fauna (cinghiali, caprioli, volpi e lepri ecc) in eccesso”. Noi come movimento di tutela degli automobilisti (Comitato Protrignina Abruzzo e Molise in primis) vogliamo che il problema venga risolto, troppi nostri iscritti ed associati subiscono quotidianamente atti di aggressione che provocano incidenti ”in alcuni casi mortali” con veri e seri danni alle cose e persone. Vogliamo anche parlare degli ingenti danni al comparto agricolo, dove non è più possibile seminare nulla e che tra gli eventi atmosferici (grandine, alluvioni ecc) e gli animali selvatici non si raccoglie più nulla provocando l’abbandono delle nostre terre e quelle di montagna e collina ancora di più.

Sottoscriviamo e condividiamo l’allarme lanciato dal Coordinamento dei sindaci della Val di Sangro, anche se pure loro hanno gravi responsabilità poichè ci assillano quotidianamente con autovelox nascosti e postazioni illegali perseguendo solo ed unicamente il fine di fare “cassa” e infischiandosene della sicurezza stradale e prevenzione sinistri. Un dato è certo: la presenza dei cinghiali nel comprensorio molisano-abruzzese e’ devastante!!! Il rimpallo di responsabilità non ci interessa, certi propositi protettivi di biodiversità, modelli innovativi di controllo della specie ci sembrano ”fumo negli occhi”. Le regioni Abruzzo e Molise intervengano per una massiva azione di abbattimento di questi ungulati imponenti e violenti che tantissimo danno stanno procurando a uomini e cose. A tal proposito meglio farebbero le nostre amate Regioni a creare un “fondo vittime per danni da animali selvatici” con i soldi pagati per il bollo, visto che le strade sono tutte mulattiere, e snelliscano le attività risarcitorie concludendo le stesse nella fase stragiudiziaria senza che il povero automobilista, dopo aver subito danni deve anche sottoporsi ad un’azione di tutela legale lunga, contorta e dagli esiti dubbi ed indefiniti».

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