Pensioni, Flc Cgil Molise in piazza a Roma

Numerosa e, come al solito, vivace e colorata, la delegazione della FLC CGIL Molise che ha sfilato, insieme alle altre categorie della CGIL, per le strade di Roma per protestare contro le politiche governative in merito alle pensioni ed ai ritardi sui rinnovi contrattuali dei settori pubblici.

Il Governo sta  ignorando completamente l’obiettivo di garantire fin da subito anche ai giovani una prospettiva pensionistica, il riconoscimento del lavoro di cura e della condizione delle donne, l’ampliamento della flessibilità in uscita per tutti i lavoratori, il rafforzamento della previdenza complementare nel settore privato. Rispetto al blocco dei requisiti per la pensione di vecchiaia e di anzianità, a fronte del previsto aumento di 5 mesi dal primo gennaio 2019, il Governo ha previsto un intervento del tutto marginale che si rivolge ad una platea inferiore al 5% del totale dei lavoratori.

Prendendo atto dell’indisponibilità del Governo a modificare l’impianto della sua proposta, la Cgil ha deciso di proseguire e rafforzare la mobilitazione per sostenere le richieste presentate unitariamente dal sindacato e per chiedere al Parlamento di recepirle con la Legge di bilancio.

In particolare per noi è necessario:

• Bloccare l’innalzamento dei requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia e anzianità in rapporto all’aspettativa di vita, rivederne i meccanismi e riconoscere la diversità dei lavori;

• Ampliare la flessibilità in uscita per consentire una maggiore libertà al lavoratore su quando andare in pensione, nella direzione indicata dalla Piattaforma sindacale che prevede la possibilità di scelta fra 62 e 70 anni o i 41 anni di contributi minimi per tutti;

• Istituire la pensione contributiva di garanzia per permettere anche ai giovani e a tutti coloro che fanno lavori discontinui, con basso reddito o bassa contribuzione, di poter contare su una pensione dignitosa;

• Superare la disparità di genere che penalizza le donne e riconoscere previdenzialmente il lavoro di cura (accudimento figli, famigliari disabili o non autosufficienti), con la possibilità di anticipare l’età di pensione;

• Modificare la norma su Ape social e lavori Precoci per estenderne la platea dei beneficiari e semplificare le procedure, garantendo il pieno utilizzo delle risorse già impegnate e finanziando con risorse aggiuntive ulteriori proroghe dell’Ape social oltre il 2018;

• Favorire l’adesione ai fondi di previdenza negoziali garantendo la reale libertà di scelta ai lavoratori;

• Verificare le risorse effettivamente utilizzate per gli “esodati” e per “opzione donna” e impiegare le risorse residue disponibili all’interno del sistema previdenziale e per prorogare questi interventi;

• Garantire una reale ed equa rivalutazione delle pensioni e la ricostituzione del montante dopo i tagli alle rivalutazioni subiti in questi anni.

La legge Fornero non è stata una riforma previdenziale ma una manovra finanziaria adottata per fare cassa, scaricando sui lavoratori e sui pensionati il principale onere del risanamento dei conti pubblici. È necessario superare questo modello e creare un nuovo sistema previdenziale sostenibile non solo economicamente ma anche socialmente, che sappia tenere assieme tutte le generazioni, essere equo e incardinato sul pilastro pubblico. Accanto alla richiesta di un sistema pensionistico più giusto e inclusivo, la FLC CGIL Molise ha manifestato  per un contratto innovativo che restituisca dignità al lavoro nei settori della conoscenza attraverso:

• risorse aggiuntive per scuola, università, ricerca e AFAM
• risorse per la stabilizzazione del personale precario
• il ritorno alla contrattazione di tutte le materie che le leggi sbagliate di questi anni hanno scippato ai contratti (a partire dalle leggi 150/09 e 107/15

 

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