Pensionati in corsia, no ai rottamati e alle partite Iva: i paletti del sindacato

Ieri pomeriggio a Palazzo Vitale lungo confronto tra i confederali e i commissari Giustini e Grossi

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Un incontro confronto durato per tutto il pomeriggio quello tra i sindacati confederali e la struttura commissariale tenutosi ieri a Palazzo Vitale alla luce delle problematiche che riguardano la carenza di medici nelle corsie ma anche per esprimere le valutazioni riguardo al nuovo Pos. «Sulle forme di reclutamento – afferma Tecla Boccardo segretaria Uil FP – il sindacato esprime molte perplessità. Come Uil diciamo che se ci sono delle esigenze, che vanno ben verificate, le misure temporanee non possono diventare una norma e quindi vanno definite in maniera molto chiara i tempi di utilizzo del personale. Contemporaneamente occorre far partire tutte quelle situazioni per rendere efficiente il sistema sanitario regionale. Vanno definite le figure. Come inquadrare chi ieri era primario ed oggi torna in veste di turnista. Diciamo no in assoluto a chi ha usufruito alla rottamazione, diciamo no a chi lavora presso altre strutture private come pensionato a partita Iva. Ci devono essere dei paletti che vanno definiti in maniera chiara.»

Ma Boccardo ha aggiunto: «C’è la legge Gelli che aumenta la responsabilità dell’azienda sanitaria. Poi ci sono le condizioni psicofisiche: parliamo di persone in età avanzata. E’ una situazione di emergenza e vogliamo che tale sia: occorrerebbe una scrematura alla luce di una riorganizzazione complessiva, non bisogna guardare ai campanilismi. Non è il malato che deve girare il Molise per essere curato, dovrà essere il medico a girare gli ospedali dell’Asrem che è unica.» Il sindacato di fronte a Giusti e Grossi ha chiesto le garanzie di una riorganizzazione complessiva del sistema: «Se abbiamo l’affollamento del pronto soccorso è perché non funziona la medicina sul territorio, queste figure dunque vanno definite in base ai fabbisogni di salute. Il malato non è una merce e la sanità non è un mercato.» Una linea sulla quale la struttura commissariale avrebbe espresso convergenza sulla gestione dell’emergenza espressa dai sindacati. «Oggi va garantita la prestazione sanitaria – conclude Boccardo, riferendosi anche al gap di strumentazione oggi esistente negli ospedali molisani – ma va garantita anche l’efficienza sanitaria, quindi auspichiamo anche un limite di età rispetto a questi medici ma non come discriminazione, soltanto per una questione di equilibrio psicofisico. Non vogliamo aumentare la mobilità passiva ma certo, con un medico pensionato, di certo non l’abbassiamo. La proposta della Uil è quella di verificare se in servizio esistano medici con più specialistiche da utilizzare, inoltre chiediamo un percorso di affiancamento per gli specializzandi, infine le convenzioni con le Università, autorizzando i medici degli atenei a prestare la loro opera negli ospedali molisani. Un risparmio evidente per la sanità molisana poiché gli emolumenti sarebbero pagati dalle rispettive università. L’importante è abbattere le prestazioni aggiuntive.»

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