Patto per la salute, prosegue il braccio di ferro tra Regioni e Grillo

Doveva essere la panacea a tutti i mali del servizio sanitario nazionale, soprattutto nelle regioni che più soffrono e si trovano in regime di commissariamento, ma i tempi sono destinati ad allungarsi. Parliamo del Patto per la Salute annunciato dal Ministro Giulia Grillo che, a tre settimane dalla scadenza, registra l’ennesimo braccio di ferro tra Governo e Regioni. I governatori insistono, infatti, sulla richiesta fatta nelle scorse settimane, sulle quali non hanno ancora ricevuto risposte dal ministero di Lungotevere Ripa.

La richiesta delle Regioni prevede che “prima di dare avvio ai tavoli tematici per la stesura del Patto, si dovrà procedere ad un’intesa o da un accordo con il Governo sui principi e sugli obiettivi strategici contenuti nel documento approvato dalla Conferenza”. Una sorta di pre-patto mai digerita dal Ministro Grillo. Del resto era stato la stesso presidente Toma, nel mese scorso, ad affermare che “la ripartizione del Fondo sanitario nazionale non possa avvenire secondo il solo criterio dei numeri, ma anche sulla base di altri parametri che tengano conto delle caratteristiche di ciascun territorio. Abbiamo ravvisato l’esigenza di rivedere totalmente l’architettura dei Piani operativi, che devono essere strutturati secondo modelli flessibili in grado di dare effettivo sostegno e supporto a quelle regioni che presentano difficoltà nei Piani di rientro. Questo perché oggi ci troviamo di fronte a strumenti rigidi, causa di tagli indiscriminati, che privano i cittadini di servizi essenziali, tendenza che viene esasperata da una burocrazia per niente incline a valutare i reali problemi del territorio e tesa unicamente a far quadrare i conti». Uno stallo evidente dovuto al regime di commissariamento e del rientro dal debito sanitario che altera il diritto alla salute dei molisani, così come di centinaia di migliaia di cittadini del Mezzogiorno. In ballo le risorse per la sanità, la revisione del sistema dei ticket, la riorganizzazione as- sistenza territoriale, il fabbisogni di personale, l’interconnessione dei sistemi informativi, la ricerca sanitaria, la programmazione per il ricorso alla sanità privata, i fabbisogni dell’edilizia sanitaria, la revisione normativa sui commissariamenti, la revisione punti nascita, l’accesso degli specializzandi al Ssn. Sullo sfondo i ricorsi presentati da Molise, Campania e Calabria contro i commissariamenti.

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