Patto di stabilità Isernia, la Corte dei Conti vuole 20mila euro da Melogli

Sforamento del Patto di Stabilità del 2010 e relativa sanzione da 500mila euro al Comune di Isernia, la vicenda torna in cronaca. Nelle ultime ore, sono stati notificati i solleciti di pagamento della Corte dei Conti ai danni dell’ex sindaco Melogli, della sua giunta e dei consiglieri comunali che approvarono il bilancio dell’epoca. La corte dei Conti contesta lo sforamento dei patti di stabilità 2010 e 2011 e chiede circa ventimila euro a Melogli, sei-settemila euro ad ogni assessore e tre, quattrocento euro a testa ai consiglieri comunali dell’allora maggioranza di Centrodestra. Dopo aver ricevuto la cartella esattoriale i trenta interessati hanno preannunciato un nuovo ricorso. In passato si erano già opposti al Tar, ottenendo il congelamento della sanzione. Tutto risale alla denuncia presentata alla Corte dei Conti nel 2017 da Vittorio Monaco, esponente del Movimento Cinque Stelle: “Com’è noto, scriveva Monaco nel 2017, il Ministero dell’Interno ha applicato una sanzione pari ad 507mila euro, per mancato rispetto del patto di stabilità anno 2010, a seguito di accertamento da parte della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti. Ed era stata la stessa Corte dei Conti che aveva rilevato e certificato nel 2012 uno “squilibrio finanziario” nei bilanci del Comune per l’anno 2010; l’ex sindaco Gabriele Melogli aveva poi proposto un ricorso che il TAR Molise, nel frattempo il Ministero dell’Interno aveva sospeso la sanzione, in attesa della pronuncia definitiva del TAR. Quest’ultimo però rigettava i motivi aggiunti e a questo punto il Ministero dell’Interno ha irrogato la sanzione. All’epoca Melogli dichiarò che: “I pretesi sforamenti del Patto di stabilità per gli anni 2010 e 2011 non hanno comportato alcuna sanzione ai danni del Comune riferibili alla amministrazione da me guidata. In verità, per l’anno 2010, il Tar Molise prima e il Ministero poi, avevano anche sospeso ogni provvedimento in danno dell’ente, a seguito del ricorso amministrativo da me presentato unitamente alla Giunta comunale e a nostre spese”.
Ora però sembra arrivata l’ora del pagamento delle cartelle e si preannuncia un’ennesima battaglia legale.