Pastore a Florenzano: “Questi sono i veri numeri”

Immediata la replica di Lucio Pastore, primario del Pronto Soccorso di Isernia, al direttore generale Asrem, Florenzano, in riferimento alla reale situazione del reparto di medicina d’urgenza del Veneziale:
“In relazione alla nota Asrem per quanto attiene il Pronto Soccorso d’Isernia voglio precisare quanto segue:
Io sono Direttore dell’UOSVD del Pronto Soccorso d’Isernia e non f.f.. La decisione politica di degradare ad unità semplici strurrure come i Pronto Soccorsi degli ospedali di Isernia e Termoli é stata una scelta politica della giunta Frattura, lasciando complesse strutture molto più piccole. Per quel che attiene alla situazione relativa alla criticità gestionale all’interno della struttura, al momento della comunicazione erano presenti 30 pazienti di cui 11 in attesa di ricovero. Di questi tre erano in attesa da più di 48 ore. Un altro, con fratture di gamba esposta,trattata in Pronto Soccorso con riduzione della frattura e sutura della breccia, é in attesa da 24 ore. Altri, ancora, con fratture di femore, scompensi cardiaci importanti, epatosplenomegalia con piastrinopenia, ematurie anemizzanti, aspettano posti letto che non sono disponibili. Nella mattinata ho trovato due occlusioni intestinali che venivano assistite dalla notte e attendevano un posto letto e solo verso le ore 12,00 é stato possibile procedere a ricovero. Un paziente stazionava nella schok room dalla notte con fibrillazione atriale ad alta fraquenza, desaturazione importante e, nonostante le consulenze fatte da rianimatore e cardiologo, permaneva in condizioni critiche senza possibilità di ricovero. Accanto a tutti questi pazienti gravi c’è un flusso costante che viene per motivi più disparati. Non ultimo un’emorragia endoperitoneale. Forse il quadro tabellare che si evidenzia nella sede centrale non coglie bene la gravità e criticità di queste situazioni. Sarebbe importante confrontarsi, se si vuole con i pazienti ed i parenti per rendersi conto dei disagi. Faccio presente che ho più volte segnalato queste criticità in via informale e nella giornata di ieri ho avuto la possibilità di trasferire a Campobasso un paziente che necessitava di ricovero in unità coronarica, non essendoci posto ad Isernia.
Ricordo che l’attuale organico medico del Pronto Soccorso è composto di 4 unità di cui due con più di 65 anni di età. C’è stata una riduzione di 6 unità dal 2016. Accanto ai 4 strutturati lavorano tre colleghi venezuelani che non hanno autonomia gestionale per problemi di lingua. Senza le attività aggiuntive di colleghi provenienti da altri reparti, che non hanno una formazione specifica per le urgenze, non si potrebbe continuare a gestire il Pronto Soccorso. La richiesta di personale medico non riesce ad essere evasa. Per quanto riguarda gli altri Pronto Soccorsi, so che si trovano nelle stesse indecenti condizioni. Le file di ambulanze davanti al Cardarelli non sono un buon segno di organizzazione aziendale.
Voglio ricordare come la mancanza di percorsi chiari crea ulteriori difficoltà. Scandaloso è stato il trasferimento di un paziente con ictus dal Gemelli fuori regione, tenendo conto che il 16% dei posti letto pubblici sono dedicati alle patologie neurologiche.
Si resta comunque a disposizione per un pubblico confronto per dimostrare che quanto da me affermato corrisponde a verità”.