Partito Democratico: «La drammatica verità sul “caso bilancio” al Comune di Isernia»

«Riteniamo giusto partire, stavolta, dalle parole della legge – si legge in una nota del partito Democratico di Isernia – e non dalle opinioni dei politici: l’articolo 110 del TUEL, comma 4, prevede che “Il contratto a tempo determinato è risolto di diritto nel caso in cui l’ente locale dichiari il dissesto o venga a trovarsi nelle situazioni strutturalmente deficitarie”, perché è ciò che ha portato, evidentemente, alla risoluzione del contratto per legge del dirigente del settore tecnico del Comune. Vergognoso e davvero grave che, durante la sessione di bilancio, questa situazione pesantissima per il Comune non sia stata affrontata in maniera seria e approfondita, trasparente e intellettualmente onesta, considerato che, a causa dello “sforamento” di 5 parametri sugli 8 previsti per legge, Isernia risulta oggi “ente strutturalmente deficitario”. Tutto ciò grazie alla sciagurata gestione di questa amministrazione che, pur non avendo fatto nulla di concreto in quasi 5 anni, aveva finora sempre millantato, quanto meno, di aver rimesso a posto i conti del Comune, vantandosi di aver dovuto rimediare agli errori e alle inadempienze delle amministrazioni passate. Un deficit strutturale certificato che è stato tenuto finora nascosto per meri motivi propagandistici e che, solo oggi, emerge in tutta la sua gravità e le cui conseguenze rischiano di essere devastanti non solo in termini di personale, come per il caso del dirigente “fatto fuori”, ma soprattutto in termini di aumento delle tasse e perdita dei servizi per i cittadini, prefigurandosi ora una situazione di pre-dissesto per l’ente in crisi. Una situazione deficitaria a livello strutturale quella emersa nel rendiconto di gestione 2019 che trova riconoscimento, anche in questo caso nel TUEL, infatti, l’articolo 242 dispone che sono da considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie gli Enti Locali che presentano gravi ed incontrovertibili condizioni di squilibrio in base a parametri obiettivi, dei quali almeno la metà presentino valori deficitari, come risulta nel caso di Isernia. Tali nuovi parametri tengono ora conto, tra l’altro, dell’esigenza di semplificare gli adempimenti di monitoraggio e delle nuove norme sull’armonizzazione contabile, nell’esigenza di far emergere problematiche e criticità inerenti la capacità di riscossione degli Enti, la completa ponderazione dei debiti fuori bilancio, la sostenibilità del disavanzo. Va ricordato, inoltre, che ai sensi dell’art. 243 del TUEL, gli Enti strutturalmente deficitari sono soggetti al controllo centrale delle dotazioni organiche e sulle assunzioni di personale da parte della “Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti Locali” ed al controllo della copertura del costo di alcuni servizi, tra i quali quelli a domanda individuale. Nel caso di Isernia, nella relazione della giunta al rendiconto, è stato evidenziato il risultato della tabella dei Parametri della situazione di deficitarietà, dove ben 5 indici su 8 evidenziano che l’Ente è in condizione “strutturalmente deficitaria”, ai sensi dell’art.242 c.1 del Testo Unico degli Enti Locali: 1)incidenza degli incassi delle entrate proprie sulle previsioni definitive di parte corrente; 2)sostenibilità disavanzo; 3)debiti riconosciuti e finanziati; 4)debiti in corso di riconoscimento; 5)effettività capacità di riscossione dell’ente. Tutti parametri e indicatori che denotano, ancora una volta, l’incapacità di gestione di questa amministrazione comunale, frutto anche di scelte scellerate e dannose come quella sulla riscossione dei tributi legata a Ica Creset o sulle “soste blu” legata alla AJ Mobilità. Alla mancanza assoluta di visione, alla carenza di servizi e di interventi straordinari per questa città si aggiunge, quindi, anche la certificata incapacità di gestione ordinaria dei conti e delle finanze dell’ente, una drammatica situazione di pre-dissesto che deve essere immediatamente arginata con i provvedimenti che il TUEL mette a disposizione dell’ente locale, per evitare di scivolare nel dissesto vero e proprio, ipotesi da scongiurare nell’interesse dell’intera collettività e che porterebbe ad una definitiva paralisi gestionale. Chiediamo una presa d’atto onesta e definitiva da parte del Sindaco e della sua deludente e dannosa amministrazione, e di tutte le minoranze o sedicenti tali, che ora devono andare a casa, in quanto, l’alibi del rischio del “Commissariamento” di questo comune non è più minimamente sostenibile, anzi, a questo punto risulta la soluzione auspicabile, quanto meno per affidare a una figura terza, competente e imparziale il risanamento minimo del nostro comune, provando così ad evitare conseguenze insostenibili per tutti i cittadini e irreversibili per la città di Isernia».