Parola ai giovani: come Isernia può essere una città migliore

“Non riconosco più la mia patria, il paese per cui provo odio e amore!”

“Isernia è una città monotona in cui i giovani non hanno futuro”: è questo il pensiero comune dei teenagers.

Come rendere Isernia più vivibile? Abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni di loro: ”Ci sarebbe bisogno di posti di lavoro”, racconta Maria T., una ragazza isernina, secondo cui il cambiamento parte dall’occupazione. Dunque, la proposta: fare spazio ai giovani, assumendoli e incoraggiandoli a lavorare. Anche Giorgio G. ha espresso le sue perplessità su Isernia, definendola una “gabbia” che impedisce ai giovani i di spiccare il volo, difatti molti di loro sono costretti a cercare lavoro altrove oppure a trasferirsi fuori sede per fare l’università, contribuendo così allo spopolamento.

A notare la differenza tra la sua epoca e la nostra, il padre di un nostro intervistato: “La mia epoca era differente. In 57 anni non ho mai visto il mio paese così vuoto, con tanti giovani che sono scappati”.

Le parole che forse fanno più riflettere, sono quelle di Simone V., uno studente isernino fuori sede: “Non avevo mai pensato che Isernia, così ricca di storia e natura incontaminata, potesse mostrare il suo lato peggiore come biglietto da visita. Isernia è sempre casa mia, questo è fuori discussione. Condividere una piccola realtà in cui vivere insieme dovrebbe accomunarci, invece ci rende perfetti sconosciuti, talvolta addirittura in competizione. Il cambiamento deve avvenire dalle istituzioni perché noi cittadini abbiamo bisogno di un buon esempio.”

A incoraggiare l’inversione di rotta, secondo i giovani, dovrebbero essere i dati del 2018, che esaltarono Isernia come una tra le città con il sistema sanitario più efficiente, mentre oggi, nella recente classifica sulla qualità della vita, che aveva proprio la sanità tra i parametri, l’intera regione è sprofondata.

Sofia Tedesco (IIIA – Sia – Fermi-Mattei)