Paola Galeone torna libera, revocati i domiciliari all’ex Prefetto Vicario di Campobasso

Il giudice per le indagini preliminari ha revocato i “domiciliari” all’ex prefetto di Cosenza (già Prefetto Vicario a Campobasso dal 2010 al 2013), Paola Galeone, che era agli arresti nella sua casa di Taranto dopo essere stata scoperta mentre intascava una mazzetta da 700 euro. Il giudice ha però emesso un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici della durata di un anno.

Intanto martedì prossimo il Tribunale del Riesame di Cosenza deciderà sul ricorso presentato dagli avvocati Biagio Leuzzi e Franco Sammarco i quali hanno chiesto la revoca del provvedimento di interdizione. Paola Galeone – come riferisce il giornale online tarantobuonasera.it – nei giorni scorsi è stata interrogata dal gip e si è proclamata innocente. Difesa dagli avvocati Leuzzi e Sammarco è stata ascoltata per due ore dal gip, dott.ssa Letizia Benigno, alla presenza del pm, dott. Giuseppe Visconti. Paola Galeone, è stata arrestata con l’accusa di aver preso denaro dall’imprenditrice Cinzia Falcone. “Ha fornito la sua versione dei fatti e al termine dell’interrogatorio abbiamo chiesto la revoca della misura cautelare” avevano detto i suoi difensori. A Paola Galeone, che è stata sospesa dalle sue funzioni dopo l’arresto, viene contestato il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. L’ordinanza di custodia cautelare ai “domiciliari” era scattata al termine di una rapida indagine della Squadra Mobile di Cosenza, avviata dopo la denuncia della imprenditrice. Secondo l’accusa l’obiettivo di Paola Galeone sarebbe stato quello di fare la cresta sulle spese di rappresentanza che il Viminale autorizza ai suoi rappresentanti territoriali con uno specifico fondo.

A Cosenza era rimasto circa un migliaio di euro che la Prefettura avrebbe dovuto restituire al Ministero dell’Interno e che il Prefetto avrebbe deciso, invece, di incassare. Avrebbe proposto alla referente di un centro di accoglienza per migranti e presidente di una associazione, di emettere una fattura falsa per spese inesistenti. Paola Galeone avrebbe indicato anche la cifra, 1.220 euro (700 euro a lei e 500 all’imprenditrice). La vittima avrebbe solo finto di accettare la sua proposta e il 23 dicembre si è presentata in Questura per sporgere denuncia. Le utenze del Prefetto sono finite sotto controllo. I soldi consegnati a Paola Galeone erano fotocopiati e marchiati. Inoltre all’incontro, avvenuto in un bar che è situato di fronte alla Prefettura, l’imprenditrice si è presentata con microfono e mini telecamera. Le fasi della consegna dei soldi sono state registrate e all’uscita del bar il Prefetto è stato fermato dagli agenti e accompagnato negli uffici della Squadra Mobile. Gli investigatori nella borsa del Prefetto di Cosenza hanno rinvenuto le banconote fotocopiate e marchiate che poco prima le aveva consegnato l’imprenditrice. Ora su ordine del gip, Paola Galeone è tornata in libertà.

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