“Panunto”, la forza di una comunità che non si arrende

VITTORIO SCARANO

ROCCAVIVARA

“Panunto” 18^ edizione, la forza di una comunità che non si arrende. Come da 18 stagioni a questa parte, si è ripetuta la manifestazione che apre il cartellone natalizio, con al centro uno dei prodotti principali, che contraddistingue la dieta e la cultura di una comunità. Stiamo parlando dell’olio e del suo valore, non solo a tavola, un prodotto che riassume una tradizione secolare, fata di cose semplici ma vere. Intorno a questo prodotto la comunità si riconosce ed ecco che più del prodotto stesso, sembra che riaffiorino le radici antichissime dell’albero.

Di questo parere è il primo cittadino, Franco Antenucci, che nei suoi diversi mandati ha sempre creduto in questa iniziativa, «Panunto è alla 18esima edizione e già questo la dice lunga sul suo significato, sull’importanza che la comunità dà a questa festa – riferisce il sindaco Antenucci – È certamente una festa che riesce a mettere insieme tante persone, che collaborano direttamente per la riuscita dell’iniziativa e a loro va un grande ringraziamento. L’olio rappresenta molto di più del prodotto fine a se stesso. Certamente i parametri tecnici e le buone pratiche sono importanti al fine di ottenere un ottimo prodotto da mangiare, ma l’olio per le comunità come le nostre, di origine contadina, rappresenta una vera e propria bandiera, dove riconoscersi. Durante i mesi della raccolta, l’argomento è solo quello, tutti parlano delle olive, del frantoio, anche chi ritorna a Roccavivara solo oramai per questo motivo, avendo impegni lavorativi fuori, avendo costruito una vita altrove. E questo è molto importante, è un segnale fondamentale che unisce una comunità, capace di generare emozioni, ricordi comuni, che rimandano ad un’altra epoca, e che più delle volte si rimpiange ancora. Ma quello che a noi amministratori attiene più di tutti gli altri aspetti è quello di mettere a vantaggio comune, di trarne delle ricadute positive per il paese e vengo al dunque. Sappiamo tutti che cosa significa aree interne, spopolamento – aggiunge il sindaco Antenucci – giovani che vanno via per trovare fortuna altrove, nascite pochissime, popolazione anziana in aumento e altri dati deprimenti di questo genere. E non possiamo non reagire, motivando che le cose vanno così e purtroppo non c’è alcun rimedio. Bisogna invece iniziare a reagire, e non si può non farlo cercando stimoli e forza dalla tradizione, dalla cultura, dal patrimonio ambientale, architettonico e, non in ultimo, dalla tradizione culinaria. Abbiamo delle risorse importanti, che altre regioni già sono riuscite a mettere a frutto. Oggi il turismo si nutre di questo, nella maggior parte dei casi.

Oggi, con la vita frenetica che si conduce, si aspira a un po’ di serenità, rallentando i ritmi e tornando, anche se per una settimana, a quelli dettati dalla natura. Ma per arrivare a ciò occorre un grosso lavoro, prima di tutto culturale. Bisogna lavorare sull’ospitalità, sulle infrastrutture, bisogna prevedere politiche regionali in grado di creare raccordo, mettere in rete. In questo forse siamo ancora all’anno zero, abbiamo bisogno di farci conoscere, ma non per essere rimasti fermi a decenni fa, con l’aria ancora buona, i prodotti genuini, ma per una comunità che ha fatto passi in avanti e in grado al contempo di preservare alcune peculiarità, creando le condizioni giuste affinché queste peculiarità possano essere fruite adeguatamente. Queste sono le uniche opportunità concrete – conclude il sindaco Antenucci – sulle quali puntare per invertire seriamente la marcia, per evitare il baratro. Nel nostro piccolo cerchiamo di fare il possibile, penso a tutte le iniziative e programmi che gravitano intorno al Santuario di Canneto. Ma questo solo non basta, occorre una programmazione più vasta, che rilanci e metta insieme le tante potenzialità della nostra piccola regione, che non ha nulla da invidiare ad altre e che è matura per fare il passo di qualità. Questo lo speriamo noi, per le nostre generazioni future». Prima del percorso enogastronomico, sviluppatosi nelle caratteristiche piazzette del centro storico e ricco delle pietanze della tradizione, si è dato luogo al convegno tecnico scientifico sull’olio, con il responsabile Arsarp di Larino, Maurizio Corbo. Il tecnico ha ribadito anche in questa occasione l’importanza di investire in conoscenza, solo così si può ottenere un olio di qualità, a prescindere dalle annate, come l’attuale con l’attacco dei parassiti. Infine, in questo giorno di festa, la popolazione ha fatto sentire la sua vicinanza al ragazzo coinvolto nell’incidente di qualche giorno fa sulla Trignina, con l’affissione di alcuni piccoli manifesti con scritto: Forza Roberto!