Over 50 non vaccinati senza stipendio, le testimonianze: «Andrò a mangiare dai miei genitori»

Da domani, martedì 15, sarà necessario il green pass rafforzato sul posto di lavoro: chi non ce l’ha sarà assente ingiustificato e non riceverà emolumenti. «Ho paura di farlo, farò ricorso ai risparmi»

Dimenticare tutto e voltare pagine, come se la guerra fosse vinta, quando i morti sono ancora una dolorosa realtà quotidiana. Altro grave errore pensare che togliendo le mascherine tutto sia magicamente risolto.

Sono ancora tanti gli interrogativi e i dubbi che circondano il Covid. Di certo c’è che da domani entra in vigore il green pass rafforzato anche sul posto di lavoro.

Non sono serviti gli appelli degli scienziati e nemmeno l’obbligo. Dal momento che in Italia ci sono ancora mezzo milione di persone che hanno deciso di non vaccinarsi, anche a costo di dover lasciare il proprio lavoro almeno per quattro mesi.

La norma che impone a tutte le persone che hanno compiuto 50 anni il possesso del green pass rafforzato per svolgere il proprio lavoro entra in vigore domani, martedì 15 febbraio. E chi non sarà vaccinato o guarito sarà considerato assente ingiustificato. Lo prevede il decreto numero 1 del 7 gennaio che precisa: «senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fino alla presentazione della predetta certificazione, e comunque non oltre il 15 giugno 2022». Se l’assenza non è giustificata non viene riconosciuta la retribuzione, specifica la norma.

La situazione in Molise

Nella nostra regione gli over 50 non vaccinati non sono molti. Secondo il rilevamento Gimbe il Molise è una delle regioni più virtuose: solo il 2,7% dei cittadini con più di 50 anni non ha effettuato il vaccino. Meglio di noi solo la Puglia, con l’1,8%.

Le testimonianze

Anche da noi, però, resta una quota significativa di cittadini che non si sono fatti convincere nemmeno dall’obbligo e dall’eventualità di perdere lo stipendio almeno per 4 mesi.

Giuseppe da qualche mese ha compiuto 50 anni ed è tra i pochi, evidentemente una netta minoranza, che hanno deciso di non vaccinarsi. La sua sembra essere più una scelta ideologica che consapevole. «Non condivido il certificato verde – ci tiene a specificare – perché limita la nostra libertà ed è contro le norme costituzionali.»

Ma da domani resterà senza stipendio.

«Intanto mi sono messo in ferie ed utilizzerò tutti i giorni a disposizione. Poi cercherò di risparmiare il più possibile per poter andare avanti, anche andando a mangiare dai miei genitori, che sono anziani, ma vivono dignitosamente con la pensione. Non ho una famiglia e per questo credo di riuscire a resistere sino a quando queste regole scellerate termineranno».

Più consapevole sembra essere la scelta Annamaria, impiegata 55enne, che da domani resterà a casa. «Ho semplicemente paura di quello che ci viene iniettato. Ho provato a documentarmi e ad approfondire e sinceramente temo le conseguenze.»

Ma i dati sono incontrovertibili sia a livello di sicurezza che di efficacia.

«Non credo. Conosco molte persone che hanno avuto reazioni avverse importanti. Altre che anche dopo mesi hanno scoperto alcuni disturbi importanti. Chi mi dice che non ci siano correlazioni?»

Da domani che farà?

«Attenderò che passi questo brutto periodo e farò ricorso, per il momento, ai risparmi. Spero nel prossimo futuro di non dovermi ritrovare in questa situazione e mi auguro che questo assurdo certificato venga abolito il prima possibile. Ad ogni modo sto pensando di ricorrere ai vaccini che si basano sul metodo classico, che dovrebbero arrivare a breve, perché sono quelli a mRna che non mi convincono.» dim