Ospedale Caracciolo, segnali positivi. Serve modifica alla bozza di Pos

«Ma bisogna reperire medici e personale sanitario che abbia voglia di venire a lavorare ad Agnone»

«L’incontro tenutosi ieri presso la sede del ministero della Sanità è servito per sviscerare le problematiche ed i dubbi che attanagliano una intera popolazione, giustamente spaventata da quella che potrebbe essere una riconversione del proprio ospedale in ospedale di comunità».

Concetti e riflessioni che giungono tramite una nota stampa inviata dal Comune di Agnone nella quale si precisa anche che si è trattato di: «Un incontro che, oltre ai sottoscritti, ha visto la partecipazione anche dei commissari alla Sanità Giustini e Grosso, i quali, argomentando le proprie scelte, hanno compreso le istanze di un territorio.

Il tutto sotto la sapiente regia del viceministro alla Sanità, sen. Sileri, il quale, da perfetto conoscitore della situazione esistente, è riuscito a fare sintesi suggerendo una situazione che – oggi – ci lascia scaramanticamente” positivi.

Si dovrà lavorare per operare una modifica alla bozza di POS prevedendo e confermando per il “San Francesco Caracciolo” la dicitura di ospedale di Area disagiata che, però, diversamente da quanto accaduto in precedenza, fornisca effettivamente i servizi necessari.

Servizi che sono stati individuati anche nella delibera di consiglio comunale del 30 marzo un cui estratto è stato consegnato al sen. Sileri.

Nel frattempo, però, bisogna reperire medici e personale sanitario che abbia voglia di venire a lavorare ad Agnone. Magari aiutandoli in questa scelta anche con benefit che potrebbero essere individuati dal Comune di Agnone e dagli altri centri interessati.

Diversamente, insomma, da quanto accaduto in precedenza, è stato questo un incontro molto più concreto poiché svoltosi alla presenza di chi dovrà redigere il POS (i commissari) e da parte di chi dovrà dargli indicazioni.
Siamo certi che, finalmente, la situazione per la sanità Altomolisana potrà cambiare. Lo facciamo senza rinunciare o abbassare la guardia ma mantenendo sempre alta l’attenzione con un atteggiamento, però, di positività affinchè si torni al Caracciolo per trovare i servizi e quella professionalità che non è mai mancata, grazie anche e soprattutto a tutto il personale medico e paramedico che negli ultimi tempi riesce ancora a garantire con grandi sacrifici la funzionalità della struttura».

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