Orwell 2.0: il lato oscuro del progresso

di Alice Ianiro

Internet è diventato una grande telecamera che riprende qualsiasi momento della tua vita, sa tutto di tutti. quasi che possiamo  dire addio alla nostra vecchia privacy.  La tecnologia, Internet, i Social Network, i nuovi social media hanno drasticamente cambiato il nostro mondo, ma negativamente o positivamente? Ormai il nostro è diventato un mondo abitato da cyberbulli, uomini robot e nonni con al polso l’Applewatch.  

Il mondo è in continua evoluzione su questo punta di vista, di tecnologia non ne abbiamo mai abbastanza. È diventato ormai più importante un like, una view in più sulla storia o a quel video che hai postato su Instagram, che un “ciao, tutto bene?”. insomma si sta perdendo via via, l’essenza della vera comunicazione. Non c’è più quel incrocio di sguardi che soprattutto ora sarebbe l’unico “contatto” concesso con l’altro, non c’è più perché ormai stiamo ore chini con la testa sul cellulare, ore passate a giocare alla play e fare videochiamata, quando poi in realtà si sta a 10 minuti di distanza. Preferiamo utilizzare FaceTime o Skype invece di incontrare i nostri amici sotto casa. Oramai è come se Whatsapp fosse la nuova piazza digitale, ha sostituito i luoghi di incontro di un tempo, dove ci si riuniva fisicamente e non attraverso uno schermo. Passiamo giornate intere a pubblicare, inviare link su Facebook, Instagram, Twitter e chi più ne ha, più ne metta, non pensiamo mai però che quella foto dove fumiamo, dove ci stiamo divertendo con una bottiglia in mano, tra 20 anni può nettamente influenzare la nostra carriera ed il nostro futuro. Perfino le cose più belle da fare in compagnia, come andare al cinema con gli amici o la famiglia, sono state sostituite da Netflix, Amazon Prime, Infinity e cosi andando avanti, non abbiamo più il concetto di “uscita con gli amici”. 

Veniamo quotidianamente invasi da notizie belle e brutte che siano, che ci portano a passare innumerevoli ore davanti uno schermo, delle volte crediamo ciecamente anche a tutto ciò che vediamo scritto, non pensando alle false divulgazione e alle fake news che girano continuamente sui social.

Ci vengono poste tante domande ogni giorno, ci vengono fatte affermazioni del tipo “quando ero giovane io, si viveva molto meglio”, “voi nativi digitali non sapete realmente come si vive”, “esci!”, “vai a giocare fuori”, “invita a cena quella ragazza e non nella chiamata di Houseparty”.

Quindi ora la domanda sorge spontanea: siamo soddisfatti del mondo in cui viviamo?