Ortis: «Di Marzio più volte aveva prospettato le sue dimissioni in caso di disaccordo col MoVimento»

Il senatore 5 Stelle: «Non posso non constatare come l’intenzione sia stata disattesa. A noi l’occasione di cambiare il Paese ma non è semplice, non è per tutti e non è da tutti»

«Il MoVimento 5 stelle è un metodo nuovo di intendere la società. Lavoriamo giornalmente a fianco gli uni con gli altri per scardinare il malaffare che permea non solo la politica, ma tutta l’Italia; piena di personaggi che dichiarano buoni propositi in pubblico ma nel migliore dei casi fanno poco o niente oppure, come spesso accade, lavorano solo per interessi personali». Inizia così una nota del senatore del Movimento Cinque Stelle, Fabrizio Ortis, che continua: «La nostra decisione di passare dall’opposizione al Governo, con tutti i rischi e le difficoltà connesse a tale scelta, è stata sofferta e ponderata. Da oltre venti mesi lavoriamo per cambiare l’Italia, tassello dopo tassello: è difficile, richiede coraggio, dedizione e determinazione, e non sempre riusciamo a raggiungere tutti gli obiettivi. Alle volte la frustrazione può prendere il sopravvento. Per fortuna, abbiamo la fortuna di avere un gruppo alle spalle che si oppone e cerca di cambiare il vecchio sistema, ancora vivo nelle pieghe dello Stato. Inoltre, siamo certi che la stragrande maggioranza dei nostri eletti lavorano per il benessere dei cittadini e non inseguono velleità personalistiche. Ci aiuta, infine, la consapevolezza di avere un’occasione unica per cambiare questo Paese, altrimenti condannato ad essere eternamente amministrato da chi riesce ad ottenere un facile consenso con l’unico scopo di avvantaggiarsene personalmente e di avvantaggiare il proprio gruppo di sodali. Tutto ciò ci permette di andare avanti e riuscire a vedere il bicchiere mezzo pieno, invece di lamentarci di quello che manca; consapevoli che potremmo colmarlo con il tempo, il duro lavoro, e la passione.

Non è semplice. Non è per tutti, e non è da tutti. Ma dobbiamo farlo, dobbiamo resistere, studiare, capire e migliorare giorno per giorno. Non per noi stessi ma per tutte le persone che ci hanno chiesto aiuto e che ci hanno dato fiducia; fieri di un cambiamento che, un poco alla volta, stiamo portando avanti.

Il mio impegno, prima da attivista, e negli ultimi anni nelle istituzioni, mi ha permesso di conoscere tante persone. Durante la campagna elettorale ho avuto il piacere di conoscere il dottor Luigi Di Marzio, che ho imparato ad apprezzare per i suoi modi e la sua cultura. Abbiamo discusso spesso: sulla nostra società, sull’evoluzione del MoVimento 5 Stelle, e su quali fossero le priorità dell’Italia. Con lealtà e rispetto reciproco, pur non condividendo sempre le stesse idee. Avevo intuito che Di Marzio prima o poi avrebbe abbandonato il nostro gruppo, ma in cuor mio speravo che questo giorno non sarebbe mai arrivato. E continuo a sperare che la sua fuoriuscita dal MoVimento 5 Stelle non sia un addio ai nostri principi, ma un modo che gli permetta di trovare uno spazio alternativo dove esprimersi e provare a lavorare.

Non posso nascondere il dispiacere e la disapprovazione per la sua scelta; avrei preferito avesse continuato a stare con noi, nonostante le diversità di vedute su alcune questioni, e il peso che Di Marzio dà ad alcune criticità del MoVimento, superabili con il tempo e l’esperienza. Diceva un saggio: spesso l’ottimo è nemico del bene. A voler rimarcare come, alle volte, concentrarsi sul bene può esser il metodo giusto per migliorare la vita delle persone, senza pretendere di avere tutto e subito. La cosa che mi dispiace di più è che ci verrà a mancare la sua esperienza, poiché, nel momento in cui è diventato di moda criticare o abbandonare il MoVimento 5 Stelle sulla scia dei sondaggi quasi giornalmente sbandierati dai media, avremmo avuto bisogno di persone con la sua competenza; che avessero avuto il coraggio e la volontà di darci una mano fattivamente per affrontare le difficili sfide che stiamo affrontando e che affronteremo. Mentre, invece, l’atteggiamento che oggi devo stigmatizzare è quello di chi dice: «A me questa cosa non va bene; quindi me ne vado». E ciò, nonostante all’interno del MoVimento ci sia ampio spazio per la discussione, per il pensiero non convergente, oltre che per portare avanti quei temi tanto cari ai cittadini che da anni aspettavamo di poter affrontare (Reddito di cittadinanza, certezza della pena, riduzione dei costi della politica, revoca delle concessioni a chi non le merita, ecc.). Non posso portare rancore verso il Senatore Di Marzio. Gli auguro buon lavoro nel Gruppo misto; nonostante non possa non constatare come l’intenzione, più volte da lui prospettata, di dimettersi in caso di disaccordo con le politiche del MoVimento, sia stata oggi disattesa».

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com