Torna l’incubo dell’eolico nel mare Adriatico

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La concessione demaniale non è stata richiesta precisamente per il territorio molisano ma è uno spauracchio che potrebbe arrivare proprio al confine con la nostra regione quello che in questi giorni sta animando l’attenzione dei residenti di Chieuti, Serracapriola e Lesina. Dopo aver ‘scampato’ il pericolo rappresentato dalla realizzazione di un impianto eolico off-shore a largo delle coste molisane secondo quello che era il progetto presentato dalla Effeventi nel periodo a cavallo tra il 2007 e il 2009, adesso la proponente è la Trevi Energy Spa che ha richiesto una concessione demaniale marittima di 25 anni per l’impianto denominato Lesina. Secondo la piattaforma programmatica, sono interessate le coste di Chieuti, Serracapriola e Lesina, insomma, a contatto stretto col Molise costiero meridionale. L’istanza è stata protocollata il 21 novembre scorso e prevede 60 turbine da 3,3 mw ciascuno e una complessiva di 198 mw, quasi 50 in più della centrale San Michele che doveva essere dimorata nel mare Adriatico molisano. Altezza massima addirittura di 150 metri e infissi sottomarini di altri 135 per questi totem. Interessato il suolo molisano per la condotta in cavo interrato, sulla SP 78. La pubblicazione inoltrata dalla Capitaneria di Porto competente, quella di Manfredonia, è stata indirizzata ai tre Comuni pugliesi interessati direttamente, a quelli delle Isole Tremiti e di San Nicandro Garganico, a Termoli e Campomarino.

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