Oratino, ripetitore sul tratturo: schiaffo all’ambiente e alla storia. Chiesta la testa del sindaco

Il gruppo “Obiettivo comune” ha chiesto le dimissioni di sindaco, giunta e consiglieri: «La loro incapacità politica darà un duro colpo ad uno dei borghi più belli d’Italia»

ORATINO. I consiglieri comunali del gruppo “Obiettivo comune” di Oratino, Luca Fatica, Maria Dora Iafelice e Antonio Cosenza, in una lettera indirizzata al sindaco, alla giunta e ai consiglieri comunali, hanno chiesto «di rimettere il proprio mandato» con riferimento «alle ormai note vicende legate alla istanza presentata dalla Wind Tre S.p.A. per l’installazione in agro di Oratino di una Stazione Radio Base per la telefonia mobile».

Dopo che «il 17 dicembre (2019, ndr) – scrivono in una nota – il responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale ha autorizzato l’istanza della Wind Tre Spa per l’installazione di una Stazione Radio Base sull’area tratturale del territorio oratinese, il procedimento si è concluso. Una vicenda partita tredici mesi prima è arrivata, dunque, al capolinea, nonostante, da fine settembre, la stragrande maggioranza della popolazione si sia mobilitata per scongiurare il rischio che fosse impiantata questa antenna di 25 metri in uno dei luoghi storicamente, culturalmente e paesaggisticamente più interessanti del paese. Neppure la diffida, consegnata al protocollo dell’Ente ed indirizzata al sindaco, con cui il Comitato Civico, costituitosi il 24 novembre, ha chiesto al primo cittadino di “rigettare l’istanza in oggetto” ha sortito l’effetto sperato. Neppure i continui richiami ad alcuni articoli del Vigente Regolamento Comunale in materia, approvato nel 2014, con cui sia noi, come gruppo consiliare, che il direttivo del Comitato ed i tanti cittadini riuniti in assemblea, abbiamo provato a indirizzare le azioni dell’amministrazione, hanno portato ad una diversa soluzione della vicenda.

Certo fa notizia, ed infastidisce, il silenzio con cui il Sindaco e la Giunta hanno accompagnato il rilascio dell’autorizzazione. Silenzio che fa il paio con quanto successo da novembre 2018 (quando arrivó la prima richiesta in Comune) alla fine di settembre, periodo durante il quale qualche voce riguardante un ripetitore inizió ad allarmare e preoccupare i cittadini oratinesi. Fummo noi allora a chiedere che il Sindaco informasse la popolazione sull’argomento. Chiedemmo la convocazione di un Consiglio Comunale in forma di adunanza aperta. Era il 4 ottobre. Nonostante l’urgenza di discutere, l’assise fu riunita il 18 dello stesso mese. In quella occasione vennero fuori tutte le contraddizioni di un’amministrazione comunale che probabilmente aveva ignorato il reale rischio per il territorio legato alla installazione dell’antenna. Solo da allora, infatti, scoprimmo la loro contrarietà all’impianto. Ma per dieci mesi cosa avevano fatto? Perché non avevano informato i cittadini, come prevedono gli artt. 1 e 5 del sopracitato regolamento? Perché non avevano agito come tanti altri colleghi amministratori? In molti casi, infatti, in altri Comuni, di fronte ad istanze del genere, i sindaci si erano subito posti di traverso, gestendo politicamente e oculatamente la vicenda. Con lungimiranza. Mettendo in campo azioni immediate, utili a bloccare e/o rigettare le richieste delle compagnie telefoniche. Cercando alternative che potessero andare nella direzione di tutelare territorio e cittadini. Ascoltando il grido d’allarme delle loro comunità.

Noi, come gruppo consiliare, per questo ed altri motivi, appoggiati da tanti cittadini, abbiamo presentato al protocollo dell’Ente una richiesta di dimissioni del sindaco, della giunta municipale e dei consiglieri comunali. La loro inadeguatezza amministrativa, l’improvvisazione e l’incapacità politica (se davvero il ricorso del comitato civico non avrà l’effetto sperato) daranno un duro colpo non solo all’immagine di uno dei borghi più belli d’Italia, ma anche alla fragile concordia sociale del paese. Crediamo, dunque, che si giusto restituire la parola alle urne e permettere che Oratino ritrovi un governo locale degno delle tante potenzialità presenti che affronti le problematiche quotidiane con decisione trovando soluzioni e non alimentando polemiche. Si erano presentati 18 mesi fa come il cambiamento necessario. Nelle premesse avrebbero dovuto riscrivere Oratino. Al momento lo hanno scarabocchiato. Non apportando nulla di nuovo, anzi peggiorando quello che già esisteva. L’installazione di questo ripetitore sarà l’unica cosa per cui saranno ricordati. E non crediamo che sia una bella cosa per cui passare alla storia di una comunità».      

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