Operazione ‘Lungomare’, vizi su alcune notifiche, l’udienza slitta a fine aprile

Accolte le eccezioni delle difese

REDAZIONE

E’ stata rinviata al 30 aprile l’udienza nella quale si deciderà se le 36 persone indagate nell’ambito dell’operazione “Lungomare” dovranno essere rinviate a giudizio. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Campobasso, ha accolto le eccezioni sollevate dai 23 avvocati difensori degli indagati riguardo alcuni vizi su alcune notifiche che non sarebbero avvenute nei termini di legge. Tutto rimandato, quindi, a fine aprile quando gli indagati conosceranno il loro destino. Probabile che, almeno in questa fase, gli avvocati non sceglieranno il rito abbreviato. «Seguiremo il rito ordinario e chiederemo il proscioglimento – ha affermato l’avvocato Silvio Tolesino che difende due delle 36 persone finite nelle “maglie” dei carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Campobasso – e in caso di rinvio a giudizio davanti al giudice del dibattimento dimostreremo la posizione defilata dei miei assistiti e il loro contributo meno gravoso rispetto al quadro probatorio». L’inchiesta condotta dai carabinieri, infatti, aveva scoperchiato una presunta associazione dedita allo spaccio delle sostanze stupefacenti. L’inchiesta era partita dall’escalation nel consumo di droga, cocaina, eroina e hashish non solo in basso Molise ma in tutta la provincia di Campobasso. Stando alla ricostruzione dei carabinieri il presunto sodalizio avrebbe utilizzato un appartamento alla periferia sud di Campomarino come base logistica per il taglio e il confezionamento della droga che poi sarebbe stata data ai pusher e venduta per strada. Ora sarà il Gup a stabilire chi dovrà affrontare un eventuale processo. 

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