Operazione “6-MAM”, spacciavano eroina killer e percepivano il reddito di cittadinanza

Arrestato un 30enne e denunciata la compagna. La droga nascosta dietro un forno incassato

L’attività di spaccio si concentrava in un appartamento di contrada Macchie che era diventato una vera e propria centrale di confezionamento e smistamento dell’eroina killer che dal maggio scorso circolava lungo le strade di Campobasso. Fino a questa mattina, 7 ottobre, quando i carabinieri della compagnia di Campobasso, del Nucleo Operativo assieme ai colleghi di Montesilvano hanno arrestato un 30enne accusato, assieme alla compagna, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane è stato trasferito presso il carcere di Foggia, la donna è stata denunciata. Il nucleo familiare “arrotondava” le entrate dell’attività di spaccio percependo anche il reddito di cittadinanza.

Il blitz è partito all’alba quando i carabinieri, dotati anche di elicotteri e Baghera, un cane antidroga, hanno bussato alla porta della coppia di spacciatori iniziando una perquisizione che si è poi spostata anche a Bojano e nella stessa Montesilvano. Nell’appartamento di contrada Macchie, però, i carabinieri hanno scovato, nascosti dietro un forno incassato nel muro, assieme ad altri materiali per il confezionamento della droga, 65 grammi dell’eroina killer pronti, con tutta probabilità, ad essere spacciata.

Stando alle risultanze investigative dell’operazione “6-MAM”, i due sarebbero gli autori di più di 140 cessioni di droga documentate dal maggio scorso grazie all’utilizzo di microtelecamere. I clienti hanno tutti un’età compresa tra i 27 e i 30 anni e sono stati segnalati alla Prefettura di Campobasso per le conseguenze amministrative del caso.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti questa mattina, 7 ottobre, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il colonnello Dellegrazie, il capitano Ventrone e il tenente Manzo.

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