Omicidio stradale, proposta di legge del Guardasigilli Bonafede

«L’ultima sua volontà (recente), d’inasprire sensibilmente le sanzioni della fattispecie dell’omicidio stradale, che, i puristi del diritto penale-costituzionale ritengono già allo stato, decisamente draconiane, riporta nuovamente alla ribalta mediatica il guardasigilli Bonafede. La proposta di legge che ha tutta l’aria di essere il classico schema del marketing legislativo o, se preferite, l’ennesima operazione di populismo penale, considerato che la legge 41 del 23 marzo 2016, voluta dall’allora governo Renzi, non ha avuto alcun effetto deterrente sul numero di sinistri stradali mortali, che restano sostanzialmente inalterati dall’entrata in vigore della legge ad oggi. Non può però essere sottaciuto, come la normativa in questione è in chiaro contrasto con il principio di proporzionalità della pena, che è un principio di rango sovracostituzionale, visti gli ampi richiami sul tema, da parte della giurisprudenza delle Corti Europee. Le eventuali conseguenze di questa nuova iniziativa del ministro Bonafede, sono quindi, facilmente prevedibili. Ma chi è veramente il nostro ministro della giustizia? Siciliano di Mazara del Vallo, nato nel 1976, si trasferisce a Firenze per ragioni di studio, laureandosi in Giurisprudenza e, successivamente ,supera l’esame di stato diventando Avvocato. Al suo attivo anche un dottorato di ricerca conseguito a Pisa nel 2006. Ma, probabilmente, la medaglia più grande che può appuntarsi sul petto, è quella di aver presentato a Di Maio, l’attuale Premier Conte ( considerati il gradimento nei sondaggi del Primo Ministro),avuto come Professore di Diritto Privato a Firenze.  Ma, a non passare decisamente inosservate, sono le sue produzioni legislative,come la cosiddetta legge Spazzacorrotti approvata nel 2018, volta ad inasprire le pene nei reati contro la Pubblica Amministrazione, prevedendo ,tra le altre misure, addirittura il Daspo, e gli agenti sotto copertura. Si pensava ad una legge che potesse migliorare la riforma del 1997 ma, al momento, il risultato certo è stata la bocciatura della Corte Costituzionale con la sentenza del 26 Febbraio 2020 ,della norma che si faceva beffe della irretroattività dalla legge penale, principio cardine della nostra costituzione. Di sicuro, rispetto ai suoi predecessori, non pecca di immobilismo, anzi. Tra le diverse leggi approvate ed altre in lavorazione … come la riscrittura dei testi di riforma dei riti processuali civili e penali, la legge più controversa, più avversata, è stata quella entrata in vigore a Gennaio del 2020, sulla riforma della Prescrizione;decisamente un azzardo giuridico,soprattutto perché ha preceduto, anziché seguire ,la riforma del Processo Penale. Una legge che prevede la sospensione della Prescrizione dopo il primo grado di giudizio,se l’imputato è stato condannato. La levata di scudi contro le nuove regole è stata vastissima. Politicamente, l’opposizione alla legge e’ stata quasi bipartisan, visto che anche Italia Viva era sulle posizioni di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Forte il dissenso anche di una certa parte della Magistratura ma, soprattutto,violentissima la protesta degli Avvocati Penalisti, che, oltre agli scioperi a tappeto come pochi se ne ricordano nella storia Repubblicana, è culminata con la Maratona Oratoria tenutasi a Roma dal 2 al 7 Dicembre 2019, organizzata dall’Unione delle Camere Penali d’Italia e che ha visto la presenza massiccia dei Penalisti di tutta Italia. Di sicuro il ministro Bonafede, con l’appoggio del Premier Conte,non si è fatto intimorire e non ha indietreggiato, segno evidente di grande sicurezza. Non così sicuro,(forse sarebbe il caso di dire ferrata..) è stata la dichiarazione rilasciata quando,ospite dell’anchorman Aquilano Bruno Vespa a “Porta a Porta”, nel promuovere la sua iniziativa, Bonafede ha detto testualmente: “ quando per il reato non si riesce a dimostrare il dolo, e quindi diventa un reato colposo, ha termini di prescrizione molto più bassi….” Be’ forse, poteva spiegarla meglio, ma tant’è…».

Francesca Arbotti