Omicidio nella notte di Natale, chiesta scarcerazione dell’indagato De Vivo

A sei mesi dal brutale omicidio della notte di Natale (era il 24 dicembre 2021) in cui perse la vita il 38enne Cristian Micatrotta, giunge un’altra notizia, che esula da una presunta richiesta di proroga delle indagini da parte della Procura della Repubblica. E fa riferimento all’istanza di scarcerazione dell’indagato 37enne campobassano Gianni De Vivo. Una misura meno afflittiva alternativa a quella del carcere, ovvero gli arresti domiciliari. Richiesta che potrebbe anche trovare l’opposizione dei legali che curano gli interessi legali della famiglia di Micatrotta.

Cinque mesi fa, verso la fine del mese di maggio, la notizia che era stata depositata in Procura la relazione contenente gli accertamenti tecnici irripetibili del Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) dei Carabinieri chiamati a ricostruire la possibile scena dell’omicidio quella notte di Natale nei pressi della rotonda di via Vico a Campobasso.

Accertamenti irripetibili disposti dalla stessa Procura della Repubblica dai quali emergerebbero novità importanti e per alcuni versi clamorose.

Dalla relazione, stando ad indiscrezioni accreditate, risulterebbe che la versione resa dall’indagato a sua difesa non collimerebbe con la ricostruzione fatta e consegnata in Procura dalgli investigatori del Ris i quali avrebbero accertato e ricostruito che il fendente fu sferrato dal De Vivo mentre si trovava di fronte alla vittima nel culmine di una lite fra lo stesso De Vivo e una delle altre due persone con le quali Micatrotta quella notte aveva incontrato l’indagato.

In buona sostanza una versione diversa da quella resa dallo stesso De Vivo durante gli interrogatori.