Omicidio Micatrotta, in aula ha deposto uno dei testimoni-chiave

Il racconto di quella folle notte di Natale 2021 quando in via Vico a Campobasso perse la vita Cristian Micatrotta colpito al collo con una coltellata. Parla uno dei testimoni presenti e descrive le fasi dell’assassinio. Prossima udienza il 28 aprile.

Il processo è entrato in una fase cruciale nonostante quella di oggi fosse solo la terza udienza. In aula è comparso uno dei testimoni-chiave nell’ambito del giudizio a carico di Gianni De Vivo, il 36enne campobassano che risponde di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. E’ lui, secondo l’accusa, l’assassino del 38enne Cristian Micatrotta morto la notte fra il 24 e il 25 dicembre del 2021 a causa di una coltellata che lo ha attinto al collo.
In cima alla lista dei testimoni chiamati a deporre oggi, 30 marzo, c’era il nome di una delle quattro persone presenti quella maledetta notte in via Vico a Campobasso.
Giuseppe Di Mario ha risposto a tutte le domande postegli dal pm Elisa Sabusco, degli avvocati di parte civile Roberto D’Aloisio e Fabio Albino e del difensore dell’imputato, l’avvocato Mariano Prencipe.
Lo ha fatto ripercorrendo le fasi immediatamente precedenti e immediatamente successive all’omicidio. Da quando, verso le 22,30 del 24 dicembre, salì sul furgone dove già c’erano Cristian Micatrotta e Alessio Madonna i quali gli riferirono che andavano ad incontrare De Vivo il quale aveva minacciato tramite messaggi Whatsapp Alessio Madonna per chiariirsi relativamente ad un presunto “pacco” che gli avrebbe fatto MIcatrotta su un’altrettato presunta compravendita di stupefacenti: l’imputato era convito di essere stato imbrogliato indicando in 50 euro la somma del presunto inganno.
Il teste Di Mario ha riferito che: verso le 22,45 i tre raggiungono via Vico dove li stava aspettando Gianni De Vivo nei pressi della sua abitazione. Scendono dall’auto e immediatamente scaturisce un breve corpo a corpo fra Madonna e De Vivo.
A quel punto interviene Micatrotta, il quale con un calcio indirizzato a De Vivo, pare volesse porre fine alla lite. Ma lo scontro si sposta proprio proprio fra De Vivo e Micatrotta.
Il primo – stando al racconto – con un movimento circolare dall’alto verso il basso (come fosse un gancio), colpisce al collo Micatrotta, ma solo negli attimi successivi si capisce che era stato attinto da una coltellata.

Il teste ha anche riferito che si è interposto fra i due bloccando De Vivo e portandolo poi lontano dalla vittima che, nel frattempo, si era strappato il coltello dal collo lasciandolo cadere a terra.


Segue un racconto doloroso, dalla chiamata al 118 a quella al 112, dall’arrivo dell’ambulanza a quello immediatamente succesivo di un pattuglia dei Carabinieri. Nel frattempo Cristiano stava presumibilmente esalando l’ultimo respiro.
Si percepiva nell’aria la tensione durante la deposizione del teste e non sono mancate “scaramucce” fra pubblica accusa, parti civili e difesa.
Al termine della prima deposizione è stato chiamato in aula anche Alessio Madonna, assistito dall’avvocato Nicolino Cristofaro, che si è avvalso della facolta di non rispondere essendo coinvolto, nello stesso procedimento, per altro reato (rissa) dal quale è scaturita anche una condanna, ma anche come parte offesa nel procedimento per omicidio.

Prossima udienza il 28 aprile.