Come clandestini a Casablanca

La Vespa

Brutta avventura in Marocco per due turisti molisani atterrati a Casablanca, fermati dalle autorità di confine e tenuti segregati in aeroporto per 24 ore, al freddo e a digiuno in attesa dell’espulsione avvenuta solo dopo 24 ore.

Ma veniamo alla cronaca di quanto accaduto venerdì santo a Casablanca, dove atterrava un aereo charter con 27 turisti italiani, volati in Africa per passare la Pasqua in Marocco. Ebbene, al controllo, otto di loro, tra cui i due molisani, una donna di Isernia e un uomo di Campobasso, venivano bloccati dalla polizia e i loro documenti venivano trattenuti dalla Polizia di Frontiera.

Alla richiesta di informazioni, nessuna risposta. Allora con i telefonini venivano subito allertati il consolato italiano a Casablanca e l’agenzia che aveva organizzato il viaggio. Al consolato la polizia marocchina spiegava che gli otto fermati non avevano i documenti in regola, cioè non erano forniti di passaporto, ma solo di carta d’identità, un caso davvero singolare, visto che per i gruppi di turisti superiori ad otto persone è possibile utilizzare la carta d’identità per entrare nel Paese.

Insomma, la polizia marocchina, infischiandosene delle norme in vigore, bloccava gli otto italiani senza passaporto, trattandoli alla stregua di clandestini e mettendoli sotto chiave in settore dell’aeroporto dove venivano guardati a vista dagli agenti. Un incubo, senza mangiare e senza bere per 24 ore. Al termine della ‘lite’ diplomatica e burocratica tra consolato, agenzia e polizia di frontiera marocchina, gli otto turisti italiani, classificati come immigrati clandestini, sono stati espulsi dal Marocco, venendo accompagnati dai poliziotti a bordo di un aereo. Ora i due molisani sono tornati a casa, stanno bene, ma non dimenticheranno mai la loro avventura marocchina.

 

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