«Oggi mancano le voci e le storie della tradizione», il messaggio di Gravina

Sotto la lente la sfilata dei Misteri “saltata” a causa della pandemia di Covid-19. E Campobasso si sveglia silenziosa e più triste

«Non lo avevamo ancora vissuto un giorno come questo. Non avevamo immaginato potesse accadere. Oggi ci mancano le voci e le storie che la tradizione popolare e religiosa più sentita da tutti noi campobassani è stata capace di intrecciare nel corso del tempo». E’ questo il messaggio che il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, ha voluto inviare ai suoi concittadini che oggi avrebbero dovuto vedere sfilare gli ingegni dei “Misteri”, manifestazione che, invece, è saltata a causa del Covid-19. Era accaduto solo durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale che gli ingegni del Di Zinno non uscissero in processione per le strade di Campobasso, il che rende l’idea della gravità della situazione che si sta vivendo anche in Molise. «Siamo nel punto esatto della storia da dove è possibile voltarsi per guardare ciò che è stato, ma anche fissare lo sguardo davanti, verso il futuro. I Misteri sono frutto dell’ingegno di un campobassano, sono la realizzazione di una visione, un sogno che il Di Zinno non solo ha coltivato ma ha reso concreto e possibile per un’intera comunità. Un sogno condiviso, lo stesso che da questa mancanza di oggi, forte e profonda, Campobasso vuole tornare a raccontare a tutto il mondo. Il volo degli angeli e gli sberleffi dei diavoli, le facce assorte e orgogliose dei tanti personaggi che i portatori conducono in spalla ogni anno lungo le strade della nostra città, in questa domenica di Corpus Domini lambiranno i nostri ricordi e la nostra memoria ripescherà aneddoti e vicende personali che ognuno di noi collega a questa tradizione. Nel più sottile silenzio di un tempo che ci avviamo a riprendere per mano, la nostra città ha il coraggio per affrontare anche questa privazione che il momento storico ci ha imposto, con la consapevolezza di dover non solo riprendere la vita da dove l’avevamo lasciata prima dell’emergenza del Covid-19, ma di doverci impegnare per trasformarla, migliorarla, rendendoci responsabili, in prima persona, gli uni degli altri. Gli Ingegni oggi restano nel Museo dei Misteri, ma Campobasso già li attende in strada con fiducia, pronta a volgere lo sguardo verso l’alto per ammirare il volo degli angeli, assistere e rinfrancare i portatori, sorridere a chi verrà da fuori città per sorprendersi della bellezza dei nostri Misteri e scoprire la tenacia di questa nostra comunità, capace di ritrovarsi con gioia nella tradizione, per viverla nel futuro che costruiremo insieme».