Nuovi tempi, nuove dipendenze

L’evoluzione mondiale, i vari cambiamenti portano non solo progresso connotato al periodo, ma anche nuovi atteggiamenti negativi: uno di questi sono le dipendenze.
Esse rimangono uno dei grandi problemi psicologici, oltre a essere tra i più difficili da trattare. Il disagio provocato da una sindrome d’astinenza è così intenso che per il paziente risulta davvero complicato non farsi sopraffare.
Oltre alle classiche dipendenze note ai più, come quella da droghe e quella emotiva, oggigiorno ve ne sono, purtroppo, ben altre. Le droghe hanno il potere di dare al cervello una gratificazione potente e immediata, sono anche in grado di calmare le sensazioni negative, placano quei disagi che non si ha modo di tollerare. Succede proprio questo quando fa capolino la dipendenza. Sempre più persone non riescono a tollerare il male provocato da grandi desideri di volere ardentemente qualcosa, che potrebbe essere un’informazione dai propri contatti social, la fame o il bisogno di essere produttivi, per fare qualche esempio.
Molte nuove dipendenze non sono ancora contemplate nelle classifiche diagnostiche in senso stretto, ma probabilmente ne saranno parte in un futuro prossimo. Sono molte a presentare, infatti, quasi le stesse caratteristiche cliniche delle dipendenze da stupefacenti, quali perdita di controllo sulla condotta, dipendenza psicologica, astinenza.
Non è difficile elencare alcune nuove dipendenze. Leggendone, tutti ne potremmo comprendere l’importanza di combatterle, anche perché cronicizzate diventano una piaga molo forte, che mette a rischio relazioni sociali, familiari o interferire dal punto di vista accademico o lavorativo.

Dipendenza da internet

Si può osservare in un soggetto una dipendenza da internet quando usa questo strumento più come risorsa per fuggire dalla vita quotidiana che per ottenere informazioni. Il soggetto in questione la utilizza per un periodo di tempo eccessivo, che può arrivare anche alle ottanta ore a settimana, con sessioni che si prolungano pure oltre le venti ore. Tende a consumare sostante stimolanti come caffè per estendere le sessioni di connessione, nasconde il suo comportamento dipendente.
Alcuni possono soffrire di alcune conseguenze fisiche, come la sindrome del tunnel carpale.
All’interno di questa categoria se ne possono distinguere alcuni insiemi: dipendenza da sesso virtuale o dipendenza da chat e servizi di messaggeria istantanea.

Dipendenza dallo smartphone

Il telefono cellulare risveglia continue “ricompense” proprio per la sua natura comunicativa. Permette di richiamare l’attenzione in un grande contesto, in tempo reale e con assoluta immediatezza, per questo ha un così forte potenziale di dipendenza.
Disabituarsi al telefono cellulare è una delle cose più complicate, visto che oggi è uno strumento di uso quotidiano che è diventato un’autentica necessità.

Dipendenza dal cibo

Nota anche come dipendenza iperfagica, è caratterizzata da un’ingestione vorace. La persona colpita assume grandi quantità di cibo senza provare fame fisiologica, continuando a mangiare fino a sentire una sgradevole sensazione di sazietà e, inoltre, sentendosi colpevole e sconfortata dopo l’abbuffata.
Di solito è conseguenza di stati d’ansia o di stress prolungato nel tempo, o di depressione. Per questo motivo, i cibi preferiti sono solitamente quelli a base di carboidrati a metabolizzazione rapida, ad esempio i dolci, che stimolano l’attività della serotonina.

Dipendenza dal lavoro

L’individuo fa pensieri ricorrenti sul bisogno di essere produttivo. Questo genera un forte impulso al continuo lavoro. Si irrita durante le vacanze e manifesta distorsioni cognitive sulle questioni lavorative. La bassa autostima e gli schemi di perfezionismo sono strettamente legati a questa forma di dipendenza.
Altre nuove dipendenze che potrebbero definirsi tali possono essere la quella dallo shopping o dall’attività fisica.

Per quanto riguarda i trattamenti, dato che le dipendenze comportamentali condividono con quelle chimiche aspetti comuni in origine e sviluppo, i protocolli di intervento proposti sono simili. Non si parla di astinenza totale, come nel caso delle dipendenze chimiche, bensì di imparare da zero ad avere il controllo della propria condotta in situazioni quotidiane. Per le dipendenze da tecnologia, ad esempio, esistono alcune raccomandazioni più specifiche: rompere le abitudini di connessione, fissare obiettivi atti a stabilire un orario di navigazione realista, uso di promemoria di disconnessione e sottoporsi ad astinenza dalla data applicazione, senza abbandonare completamente la risorsa.

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