Non può andare al bagno perché senza mascherina e scatena il putiferio in un bar

Ormai lo sappiamo tutti. C’è l’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, ma anche all’aperto quando non si può rispettare il distanziamento sociale. Una regola che deve essere rispettata per ridurre il contagio e proteggere noi stessi e le persone che ci sono intorno. A maggior ragione deve essere usata per entrare all’interno di un bar. Ed è tutto partito da qui. Dalla gentile richiesta di indossare la mascherina fatta dai titolari di un bar di piazza Insorti d’Ungheria a Termoli a due persone che nella notte appena trascorsa avevano deciso di andare a consumare qualcosa da bere, fino ad arrivare ad un vero e proprio putiferio scatenato da uno dei due. E’ l’avvocato dei gestori del locale, Pino Sciarretta, a chiarire come sono andate le cose secondo quanto riferitogli dai suoi assistiti.  «L’avventore che si è presentato al locale in evidente stato alterato -ha dichiarato l’avvocato- ha prima preteso di consumare con tono autoritario e provocatorio, ed una volta che gli è stata servita una bevanda alcoolica ha cominciato ad infastidire sia una addetta al servizio ai tavoli che gli stessi gestori. Ad un certo punto si è recato in direzione dell’interno del locale (verso il bagno) e solo a questo punto gli è stato comunicato che si sarebbe dovuto munire di mascherina. A questo punto l’uomo, già visibilmente alterato, ha manifestato con violenza il proprio disappunto iniziando dapprima ad insultare sia l’addetta al servizio ai tavoli che la donna gestore del locale, nei confronti delle quali ha indirizzato gravi offese sessiste con epiteti gravemente lesivi della dignità delle stesse per poi iniziare a danneggiare lo stesso locale (rompendo il vetro della porta d’ingresso, lanciando i tavolini e le sedie del locale). I fatti si sono svolti alla presenza di testimoni, oltre che le stesse riprese video e fotografiche daranno pieno riscontro a quanto sostenuto dai gestori, i quali si sono già attivati per le vie legali, in quanto sono le uniche vittime del più che spiacevole avvenimento». 

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