«Non pagate l’acqua al Comune, quelle bollette sono illegittime»

La guerra dell’acqua: è quella che sta scoppiando a Isernia, tra Tiziano Di Clemente e Palazzo San Francesco. Oggetto del conflitto, la richiesta di pagamento degli anni arretrati dei consumi dell’acqua da parte del Comune.

Per il coordinatore regionale del Pcl, il Comune sbaglia gravemente non bisogna pagare: infatti non sarebbe vera la norma di riferimento che prevede la prescrizione biennale dal 2020, esisterebbe da ben prima e precisamente dal 2017. La delibera ARERA ne precisa solo l’attuazione, confermando che le fatture idriche in scadenza  dal 1° gennaio 2020 in poi, se riferite a consumi di oltre due anni, sono prescritte.

In quanto alla scadenza di riferimento per applicare la prescrizione biennale, essa non è quella del “ruolo generale dell’ente al 30 novembre 2019, come affermato dal Comune, sottolinea Di Clemente, bensì è quella stabilita caso per caso dalla specifica data di notifica della fattura individuale. Ad esempio, le bollette notificate a dicembre come fanno ad avere la scadenza  a novembre?

E ancora: la rateizzazione non toglie all’obbligazione il suo carattere unitario e perciò ne sposta la scadenza all’ultima rata che ricade a dopo il gennaio 2020, per cui – conclude Di Clemente – si applica la prescrizione biennale, essendo l’ultima rata in scadenza 2020.

Il Comune di Isernia, in risposta, nega la possibilità di annullare le bollette dell’acqua che hanno inondato la città. E rispedisce al mittente le

dichiarazioni di Tiziano Di Clemente, sostenendo di aver proceduto in maniera regolare e motivando nel dettaglio il proprio operato. “Al fine di chiarire la questione dei ruoli idrici riferiti alle annualità 2014-2017, emessi nel corso dell’anno 2019, l’amministrazione d’Apollonio precisa che si è trovata con un arretrato sulla fatturazione di cinque anni, preesistente al proprio insediamento. Infine – concludono dal Municipio – l’applicazione letterale e acritica delle norme richiamate da Di Clemente avrebbe comportato la necessità di fatturare contemporaneamente sia gli anni pregressi sia il 2018-19, con una tariffa più alta e con enormi oneri a carico di tutti gli utenti. Inoltre resta il fatto che la Legge di stabilità 2018 rinvia a una delibera che l’Arera ha adottato soltanto il 17 dicembre 2019, con decorrenza 1° gennaio 2020, cioè dopo che il Comune di Isernia aveva già emesso il ruolo idrico 2016-2017”.

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