«Non fermatevi ai “noisti”. Bisogna osare e attraversare il guado»

Maria Chimisso racconta la sua visione della Termoli del futuro e strizza un occhio al restyling del Castello. «E’ un simbolo attorno al quale aggregare il nostro vissuto»

REDAZIONE TERMOLI

Un hashtag e due parole: “semplice, no?” perché se c’è una cosa di cui Maria Chimisso, detta Maricetta, per cinque anni assessore alle Politiche sociali del Comune di Termoli con la Giunta Sbrocca e candidata nuovamente nelle fila di “Unione per il Molise per Termoli” è convinta è che «bisogna osare. Non fermarsi al guado ma attraversarlo». Sotto la lente nella chiacchierata sulla spiaggia nord di Termoli con vista sul Borgo Antico sono andati a finire i cinque anni di amministrazione comunale appena passata. Anni di progetti e di programmi per il rilancio di Termoli che hanno portato la città ad essere una perla apprezzata da tutti quelli che vengono da fuori. «Le faccio un esempio – racconta la Chimisso – e le parlo della sfilata per la tavola federiciana e la manifestazione di sorpresa che ha accolto le persone quando sono entrate nel Borgo Antico e quindi sotto il Castello si è aperto questo straordinario scenario della spiaggia di Termoli. E’ stato un coro di “bellissimo bellissimo”, una manifestazione di interesse, adesione e anche di valorizzazione della città che noi volevamo ottenere». Città che, per la Chimisso, si esprime anche attraverso i suoi luoghi simbolo e l’attenzione, in tal senso, non poteva non finire sul Castello Svevo. «Si tratta del simbolo dell’identità di Termoli. Io credo molto nei processi identitari – ha proseguito – perché se non c’è un simbolo attorno al quale aggregare il proprio vissuto non c’è neanche una città in cui credere. Certo l’amministrazione Sbrocca ha già posto in essere un progetto di rifacimento delle parti strutturali e di restauro del Castello. Io voglio sempre ricordare che per come è il nostro Castello è un po’ mozzato perché era molto più bello di quello che non appaia adesso perché era circondato dai merli ghibellini a forma di rondine una struttura meno asciutta ma più articolata». Un rilancio della città che dai luoghi simbolo passa alle attività produttive, quelle che forse più di tutti stanno risentendo dell’attuale congiuntura economica. «Bisogna lavorare sulle attività produttive – ha proseguito la Chimisso – e sul rilancio di una politica di sviluppo delle attività produttive che non sia di piccolo cabotaggio. Il compito della politica è di lavorare su una idea di sviluppo e di impresa, il compito degli imprenditori è di lavorare su questo disegno di sviluppo si può fare perché le potenzialità di Termoli sono enormi». Concetti semplice come è “semplice, no?” il suo slogan. «Tutto è semplice quando si persegue un obiettivo, lo si vuole ottenere e si fa di tutto una idea forte di città», ha proseguito elencando quelle idee che potrebbero rilanciare Termoli, dal lungomare «ma non soltanto dal punto di vista della struttura, cosa che è stata fatta facendolo diventare un meraviglioso luogo di aggregazione sempre popolato, ma anche il rilancio del lungomare come luogo dove si esprime l’impresa, il turismo, la ristorazione e il turismo nelle sue forme più qualificate. Termoli non è e non deve diventare un luogo per il turismo di massa ma di qualità». Infine non poteva mancare un appello ai termolesi chiamati, tra pochi giorni, a rinnovare il sindaco e il consiglio comunale. «Ai termolesi voglio fare un appello a non guardare al passato, non temere il cambiamento e non guardare sempre ai “noisti” perché chi dice sempre di no poi in fondo cosa ha da proporre come idea di sviluppo della città? Bisogna osare, non fermarsi al guado ma attraversare questa acqua».

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