«Noi sordi abbandonati dalla Regione. Schifato e deluso»

La battaglia di Michele Buscio: «Sono qui a rivendicare i diritti. Non è mai stato discusso il decreto legislativo di riconoscimento della lingua dei segni»

E’ un appello a riconoscere la Lis, la lingua dei segni, quello che arriva da Michele Buscio, classe ’96, residente a Bonefro che sta portando avanti una battaglia affinché anche le persone i ragazzi con sordità possano vivere una vita normale e serena. Una storia di battaglie portate avanti con il sorriso quella che si legge sulla pagina Facebook che porta il suo nome. Ed è proprio attraverso quella pagina che Michele ha voluto e vuole far sentire la propria voce. «Ciao a tutti amici – scrive nel testo accompagnato da una foto che lo vede sorridente ma determinato – sono qui per rivendicare i diritti e infatti mi sento veramente deluso, schifato del Governo della Regione Molise, perché non ha mai discusso finora il decreto legislativo del riconoscimento della lingua dei segni italiana (LIS). Una legge nascosta anzi invisibile che noi cittadini sordi molisani aspettiamo da anni. Ci sono molte barriere da abbattere in questa piccola regione, soprattutto quando si parla d’inclusione sociale. La LIS non è un linguaggio ma è una vera e propria lingua e per questo riconoscerla come tale migliorerebbe la qualità della vita delle persone sorde e non solo. Soprattutto consentirebbe di avere la libertà di espressione come prevista dalla Costituzione Italiana (art 21). Tutto questo è inaccettabile e io grido a squarciagola: i diritti vengono prima di tutto e la Regione Molise deve riconoscere la LIS» perché «la diversità non è un mondo a parte ma è una parte del mondo».

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