Niko Pandetta live a Pietracatella, l’associazione contro le mafie: annullate il concerto

Il trapper catanese, noto per affermare che ‘La mafia non esiste’ è il nipote di un boss catanese sottoposto al regime speciale del 41 bis. “Inaccettabile invitare un artista che dedica canzoni ad un esponente della criminalità organizzata”.

A poche ore dal concerto del trapper neomelodico Niko Pandetta a Pietracatella, prende posizione l’associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonio Caponnetto”.

Di seguito la nota inviata alle redazioni ed indirizzata a Prefettura, Questura e sindaco del comune in provincia di Campobasso.

“Alcuni cittadini ci hanno segnalato che questa sera, sabato 30 luglio, nell’ambito del Morgia in Fest, si terrà un concerto del cantante neomelodico Niko Pandetta. Il trapper catanese, noto per affermare che ‘La mafia non esiste’ è il nipote del boss catanese Turi (Salvatore) Cappello, sottoposto al regime speciale di detenzione 41 bis dal 1993, e al quale durante i suoi concerti dedica le canzoni con testi che affermano, a mero titolo esemplificativo, ‘Zio Turi io ti ringrazio ancora per tutto quello che fai per me, sei stato tu la scuola di vita che mi ha insegnato a vivere con onore, per colpa di questi pentiti sei chiuso là dentro al 41 bis’.

Riteniamo non sia accettabile dare questa l’immagine del Molise – scrivono – Invitare “un artista” che dedica una canzone a un esponente di spicco della criminalità organizzata, di certo, non può essere ignorato (e accettato). Una esibizione di questo tipo getta enormi ombre su tutto un territorio. Dubbi atroci che, ovviamente, potrebbero essere facilmente dissipati se Niko Pandetta prendesse “pubblicamente” posizioni serie contro il Sistema, condannando la malavita e scegliendo, finalmente, di mettersi dalla parte degli onesti. Onesti che, senza ombra di dubbio, rappresentano ancora la maggioranza. Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo registrare l’indissolubile rapporto tra il mondo dei cantanti neomelodici e quello della criminalità organizzata. Per i cantanti, infatti – nella maggior parte dei casi – avvicinarsi al Sistema rappresenta una vera e propria prova di sopravvivenza, per guadagnarsi da vivere. Per i boss è un piacere poter associare la loro immagine a quella di un cantante apprezzato dal pubblico. Il rapporto tra musica e camorra, dunque, è ancora più forte e più diretto che mai. Un atteggiamento vergognoso ed inaccettabile di chi non si pente di ricevere per le proprie esibizioni il denaro sporco della criminalità organizzata. Dobbiamo renderci conto, ormai, che l’unione tra cantanti neomelodici e Sistema sta assumendo contorni sempre più inquietanti. E gli artisti che scelgono questa strada – o mostrano accondiscendenza nei confronti della malavita – non hanno nulla a che vedere con il mondo della musica”.

L’Associazione contro le illegalità e le mafie “A. Caponnetto” fa proprie le preoccupazioni dei cittadini ed esprime la propria indignazione e preoccupazione sia sotto il profilo dell’Ordine Pubblico per quanto potrà accadere questa sera durante lo svolgimento di questo anomalo e pericoloso concerto, sia per il messaggio perverso e diseducativo che esso potrebbe trasmettere alla gioventù locale.

“Pertanto, nella certezza di trovare il giusto accoglimento a tutela della legalità, chiediamo, a quanti in indirizzo, ognuno per le proprie competenze, di bloccare, come già accaduto in molti altri comuni d’Italia il concerto in questione, che rischia di trasformarsi in una vera e propria celebrazione della mafia”.