Nella rotonda le pietre didattiche per ripercorrere la vita di San Timoteo

Termoli si ferma per onorare il Santo compatrono della città

5×1000 2019

REDAZIONE TERMOLI

Lungo la rotonda che era stata inaugurata un anno fa e che è diventato un punto di riferimento per chi da Rio Vivo sale e scende verso la zona del centro sono state inserite delle grosse pietre che raccontano la storia e la vita di San Timoteo. Anche quest’anno Termoli si è fermata per festeggiare il compatrono della città e della Diocesi. E’ stato proprio il vescovo della Diocesi di Termoli-Larino, Gianfranco De Luca, a presiedere il pontificale e ad invitare ad aderire al Vangelo della grazia e al modello del ‘Pastore bello’ che “espone, dispone e depone” la sua vita per tutti noi e invita ad accogliere la Parola di Dio come riferimento e guida dell’esistenza cristiana. La comunità diocesana ha rinnovato la festa in onore di San Timoteo, compatrono della città di Termoli e dell’intera Diocesi. Solenne pontificale presieduto dal Vescovo, Gianfranco De Luca, nella chiesa parrocchiale del Santo “figlio prediletto” dell’Apostolo Paolo, il cui corpo è stato rinvenuto l’11 maggio del 1945 durante i lavori di restauro della Cattedrale di Termoli. «In questa giornata dedicata a San Timoteo – ha osservato nell’omelia mons. De Luca – riceviamo la consegna della Parola come possibilità concreta di attraversare e rispondere al male che ci aggredisce in vari modi e di vivere la nostra esistenza quotidiana nella gioia. Con questa consapevolezza e premura – ha aggiunto – possiamo accogliere la Parola del Padre attraverso Gesù per mezzo dello Spirito Santo che abita il nostro cuore affinché ognuno di noi possa essere illuminato e “raddrizzato”, se occorre, vivendo da fratello e nell’amore reciproco. Una possibilità di vita nuova e “abitata da Dio” che, ha spiegato il Vescovo, può essere accolta aderendo a due chiamate: “il passaggio dalla legge al Vangelo della grazia” e “l’adesione al modello del ‘pastore bello’ che “si espone mettendosi in gioco per le sue pecore, dispone e depone a favore delle pecore dando e donando la sua vita per tutti noi e offrendo la possibilità di affidare a lui la nostra vita, vivendo da figli, e non affidandola ad altri pastori, al potere o all’interesse: qui si gioca tutto l’essere cristiano con la possibilità di aderire e portare a compimento questo cammino accogliendo, dunque, la grazia in piena fraternità». Al termine della messa, animata dal Coro diocesano diretto dal maestro, Paolo Tarantino, è seguita la processione per le vie della città con la reliquia del capo di San Timoteo, l’effige e il Palio benedetto portato dal rione ‘Castellum’ che si è aggiudicato la seconda edizione del torneo. Il corteo ha attraversato il Paese Vecchio sostando, in preghiera, davanti alla Cattedrale dove è custodito il corpo del Santo venerato anche dalla chiesa ortodossa. Con la messa e la processione, che hanno seguito il Triduo di preghiera, si sono concluse anche le numerose e partecipate iniziative dedicate a San Timoteo coordinate dal parroco, don Benito Giorgetta (tra le quali il Palio medievale, una mostra al castello svevo a cura di Cleofino Casolino, una rotonda didattica a Rio Vivo come porta di ingresso alla “città timoteana” e ora un percorso che ripercorre la storia del Santo) per promuovere e valorizzare in modo significativo la figura e gli insegnamenti del compatrono della città e della Diocesi.

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