Nella rotonda le pietre didattiche per ripercorrere la vita di San Timoteo

Termoli si ferma per onorare il Santo compatrono della città

REDAZIONE TERMOLI

Lungo la rotonda che era stata inaugurata un anno fa e che è diventato un punto di riferimento per chi da Rio Vivo sale e scende verso la zona del centro sono state inserite delle grosse pietre che raccontano la storia e la vita di San Timoteo. Anche quest’anno Termoli si è fermata per festeggiare il compatrono della città e della Diocesi. E’ stato proprio il vescovo della Diocesi di Termoli-Larino, Gianfranco De Luca, a presiedere il pontificale e ad invitare ad aderire al Vangelo della grazia e al modello del ‘Pastore bello’ che “espone, dispone e depone” la sua vita per tutti noi e invita ad accogliere la Parola di Dio come riferimento e guida dell’esistenza cristiana. La comunità diocesana ha rinnovato la festa in onore di San Timoteo, compatrono della città di Termoli e dell’intera Diocesi. Solenne pontificale presieduto dal Vescovo, Gianfranco De Luca, nella chiesa parrocchiale del Santo “figlio prediletto” dell’Apostolo Paolo, il cui corpo è stato rinvenuto l’11 maggio del 1945 durante i lavori di restauro della Cattedrale di Termoli. «In questa giornata dedicata a San Timoteo – ha osservato nell’omelia mons. De Luca – riceviamo la consegna della Parola come possibilità concreta di attraversare e rispondere al male che ci aggredisce in vari modi e di vivere la nostra esistenza quotidiana nella gioia. Con questa consapevolezza e premura – ha aggiunto – possiamo accogliere la Parola del Padre attraverso Gesù per mezzo dello Spirito Santo che abita il nostro cuore affinché ognuno di noi possa essere illuminato e “raddrizzato”, se occorre, vivendo da fratello e nell’amore reciproco. Una possibilità di vita nuova e “abitata da Dio” che, ha spiegato il Vescovo, può essere accolta aderendo a due chiamate: “il passaggio dalla legge al Vangelo della grazia” e “l’adesione al modello del ‘pastore bello’ che “si espone mettendosi in gioco per le sue pecore, dispone e depone a favore delle pecore dando e donando la sua vita per tutti noi e offrendo la possibilità di affidare a lui la nostra vita, vivendo da figli, e non affidandola ad altri pastori, al potere o all’interesse: qui si gioca tutto l’essere cristiano con la possibilità di aderire e portare a compimento questo cammino accogliendo, dunque, la grazia in piena fraternità». Al termine della messa, animata dal Coro diocesano diretto dal maestro, Paolo Tarantino, è seguita la processione per le vie della città con la reliquia del capo di San Timoteo, l’effige e il Palio benedetto portato dal rione ‘Castellum’ che si è aggiudicato la seconda edizione del torneo. Il corteo ha attraversato il Paese Vecchio sostando, in preghiera, davanti alla Cattedrale dove è custodito il corpo del Santo venerato anche dalla chiesa ortodossa. Con la messa e la processione, che hanno seguito il Triduo di preghiera, si sono concluse anche le numerose e partecipate iniziative dedicate a San Timoteo coordinate dal parroco, don Benito Giorgetta (tra le quali il Palio medievale, una mostra al castello svevo a cura di Cleofino Casolino, una rotonda didattica a Rio Vivo come porta di ingresso alla “città timoteana” e ora un percorso che ripercorre la storia del Santo) per promuovere e valorizzare in modo significativo la figura e gli insegnamenti del compatrono della città e della Diocesi.

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