Nel 2020 378 incidenti stradali, il 31,9% in meno con le chiusure per Covid. 25 i morti

Nel 2020 si sono verificati in Molise 378 incidenti stradali che hanno causato la morte di 25 persone e il ferimento di altre 545. La situazione pandemica e le misure adottate per contenerla hanno determinato un consistente decremento del numero di incidenti (-31,9%), delle vittime della strada (-10,7%) e dei feriti (-40,3%) rispetto al 2019, superiore a quanto registrato a livello nazionale, tranne che per le vittime (-31,3% per gli incidenti, -24,5% per le vittime e -34,0% per i feriti). E’ quanto viene fuori dall’analisi dei dati effettuata dall’Istat.

Il Molise rispetto agli obiettivi europei

I Programmi d’azione europei per la sicurezza stradale, per i decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti considerati vulnerabili sia per età, che per ruolo.

Nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte del 24,3%, meno della media nazionale (-42,0%); fra il 2010 e il 2020 si registrano variazioni, rispettivamente, di -10,7% e -48,1%. Nello stesso periodo l’indice di mortalità sul territorio regionale è aumentato da 4,3 a 6,6 deceduti ogni 100 incidenti mentre quello medio nazionale registra un leggero aumento (da 1,9 a 2,0 decessi ogni 100 incidenti) (Tavola in allegato).

Nel 2020 l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), periti in incidente stradale, in Molise è di 56,0%, al di sopra della media nazionale (44,9%).

Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni), il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) è inferiore nel 2020 a quello nazionale (44,0% contro 59,1%). Sempre tra 2010-2020 l’incidenza di pedoni deceduti è aumentata in Molise da 14,3% a 24,0%, nel resto del Paese da 15,1% a 17,1% (Figura 1).

I costi sociali

I costi sociali degli incidenti stradali quantificano gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito di un incidente stradale. Nel 2020 il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in circa 11 miliardi e 600 milioni di euro per l’intero territorio nazionale (195,5 euro pro capite) e circa di 64 milioni di euro (216,9 euro pro capite) per il Molise; la regione incide per il 0,6% sul totale nazionale (cfr. Glossario e Nota metodologica a fine testo, Tavola in allegato).

Il rischio di incidente stradale

Tra il 2019 e il 2020 l’indice di lesività diminuisce da 164,5 a 144,2; quello di mortalità invece aumenta (da 5,0 decessi ogni 100 incidenti a 6,6 nel 2020), così come l’indice di gravità (misurato dal rapporto tra il numero dei decessi e la somma di decessi e feriti moltiplicato 100), da 3,0 nel 2019 a 4,4 nel 2020. L’incidentalità rimane alta lungo le strade statali SS17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico, la Strada Statale 87 Sannitica e la SS85 Venafrana (Figura 2). Si riscontra un alto indice di mortalità sulla SS 16 Adriatica e sulla SS 709 tangenziale di Termoli.

Nel 2020 il maggior numero di incidenti (196, il 51,9% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 6 morti (24,0% del totale) e 247 feriti (45,3%). Rispetto all’anno precedente i sinistri diminuiscono sulle strade urbane (-34,7%) e sulle altre strade (-30,3%), mentre aumentano sulle autostrade (+9,1%). Gli incidenti con il più alto indice di mortalità avvengono sulle strade extraurbane (Statali, Regionali, Provinciali Comunali, 11,2 decessi ogni 100 incidenti) e sulle urbane (3,1 decessi ogni 100 incidenti).

La maggior parte dei sinistri stradali si verifica lungo un rettilineo sia sulle strade urbane (55,1%), sia su quelle extraurbane (45,6%). In ambito urbano gli incidenti nei pressi di un incrocio rappresentano il 18,9% del totale, seguono quelli che si verificano nei pressi di una rotatoria (8,7%) e in curva (7,1%). Lungo le strade extraurbane il 37,9% degli incidenti avviene in curva, il 5,5 % a un’intersezione e il 4,9% nei pressi di un incrocio (Figura 4 e Cartogrammi in allegato).

I mesi e le ore più a rischio

Le misure per contrastare la pandemia, il periodo di lockdown e le fasce di coprifuoco hanno influito pesantemente sulla distribuzione temporale degli incidenti stradali sull’intero territorio nazionale.
Ad aprile, rispetto al mese precedente, si registra un calo del numero di incidenti del 61,8%. Tra giugno e settembre, in coincidenza della riapertura di gran parte delle attività e del periodo di maggiore mobilità per vacanze, si contano 168 incidenti (il 44,4% dell’intero l’anno), in cui hanno avuto lesioni 261 persone (47,9%) e 16 sono decedute (64,0%) (Figura 5). L’84,7% degli incidenti ha avuto luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati tra le 22 e le 23 (25,0 morti ogni 100 incidenti) e tra le nove e le dieci (15,0 morti ogni 100 incidenti) (Figure 6 e 7). Il venerdì e il sabato notte si concentra il 37,9% degli incidenti notturni, con il 35,9% dei feriti e nessun decesso.

Gli incidenti stradali nelle aree urbane, intermedie e periferiche

In Molise il 36,0% degli incidenti stradali è concentrato nei Poli urbani; considerando anche le Aree di cintura, che comprendono i comuni più prossimi ai Poli, si arriva all’49,5% del totale. Nei comuni delle Aree interne, caratterizzate da distanze superiori ai 20 minuti di percorrenza dai Poli urbani, gli incidenti rappresentano il 50,5% del totale regionale.
Il numero delle vittime si riduce rispetto al 2019 nel totale dei Centri (-33,3%) ma aumenta nelle Aree Interne (6,3%) (Prospetto 2).

I comportamenti a rischio e le persone coinvolte

La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (56,6%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (79 casi, 4 vittime e 129 feriti), seguita dal tamponamento (54 casi, 2 decessi e 84 persone ferite); la tipologia più pericolosa è lo scontro frontale (20,6 decessi ogni 100 incidenti). Tra gli incidenti a veicoli isolati si evidenziano per pericolosità l’investimento di pedone (10,9 decessi ogni 100 incidenti), l’urto con ostacolo accidentale (5,4) e la fuoriuscita (3,4).

Complessivamente gli incidenti che avvengono tra due o più veicoli risultano più rischiosi, con una media di 7,0 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli fra veicoli isolati (6,1 decessi).

Tra i comportamenti errati, la distrazione, la velocità troppo elevata, le manovre irregolari e il mancato rispetto della distanza di sicurezza, sono le principali cause di incidente (escluso il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata).

I quattro gruppi costituiscono il 61,2% del totale dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la guida distratta o indecisa, incide da sola per il 15,2% mentre l’elevata velocita per il 10,3% (Tavola 14, in allegato).
Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per la classe di età 65+ anni (13,3 per 100mila abitanti) e per la classe 15-29 anni (11,1 per 100mila abitanti).

I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 60,0% delle vittime e il 63,7% dei feriti, le persone trasportate il 16,0% dei morti e il 25,9% dei feriti, i pedoni il 24,0% dei deceduti e il 10,5% dei feriti. Il 66,7% pedoni vittima di incidente stradale ha più di 65 anni (66,7%) mentre il 77,2% dei pedoni feriti ha più di 44 anni. Il tasso di lesività standardizzato è pari a 263,4 per la classe di età 15-29 anni, a 221,8 per quella 30-44 anni (Figure 8-11)(b).