Morto Piero Terracina, sopravvissuto alla Shoah e neo cittadino onorario di Campobasso

Lo scorso 5 dicembre il Consiglio comunale aveva votato all’umanimità il riconoscimento dell’onorificenza

CAMPOBASSO. Solo lo scorso 5 dicembre il Consiglio comunale di Campobasso aveva votato all’unanimità di conferirgli la cittadinanza onoraria insieme con altri sopravvissuti della Shoah, tra cui anche la senatrice Liliana Segre. Piero Terracina, morto questa mattina a Roma all’età di 91 anni, non potrà più riceverla personalmente, ma la sua testimonianza resterà incancellabile nella memoria collettiva. «All’Inferno ci sono stato, si chiama Auschwitz-Birkenau», aveva detto qualche anno fa alla platea dell’Auditorium Paganini di Parma che lo aveva accolto per non dimenticare. «La Memoria – raccontò sul palco l’ex deportato – è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro: ecco perché è necessario fare memoria del passato, perché quel passato non debba mai più ritornare».  

“A5506” è il numero che Piero ha portato per tanti anni sull’avambraccio destro, assieme ai ricordi incancellabili che condivideva come testimone dell’orrore, anche accompagnando gli studenti nei campi di sterminio. Della Shoah ricordava tutto, ma più di tutto voleva che si ricordasse l’aberrazione perché «gli esecutori dell’immane delitto erano uomini come noi, come tutti». Negare o perdonare è impossibile, diceva rispondendo a chi cercava di scavare nella sua coscienza o tentava di rileggere la storia. E mai come oggi è importante capire perché, ha spiegato instancabile Terracina fino ai suoi 91 anni.

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