Morelli: procedure di gara svolte nel pieno rispetto delle regole

L’imprenditore è indagato nell’inchiesta sulle presunte infiltrazioni nei lavori sulla rete ferroviaria italiana della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano

Arrivano puntuali le parole di Rosario Morelli, numero uno dell’Armafer Spa, finito sul registro degli indagati in un’inchiesta della Dda di Milano su presunte infiltrazioni di ‘ndrangheta negli appalti ferroviari.

L’imprenditore molisano è perentorio:

“Da oltre 70 anni operiamo nell’esecuzione di lavori su tutto il territorio nazionale”.

“Questo comunicato stampa è doveroso per l’integrità dell’azienda, delle centinaia di dipendenti e di tutti coloro che hanno collaborato e collaborano con l’Armafer anche nei lavori in corso di esecuzione”.

“Mai in tanti anni sono stati fatti rilievi in merito alle procedure di gara, sempre svolte nel pieno rispetto delle norme vigenti”.

“Finora ho ricevuto solo un avviso di garanzia sono molto tranquillo – ha dichiarato Morelli ai microfoni della Rai – dimostreremo la correttezza del nostro operato a salvaguardia dell’azienda e delle centinaia di dipendenti che ci lavorano”.

Per Morelli il pm aveva chiesto gli arresti domiciliari.

Richiesta respinta dal giudice per le indagini preliminari che ha specificato che a suo carico non ci sonosufficienti indizi per l’applicazione di eventuali misure cautelari né per dimostrare la sua partecipazione ad una associazione a delinquere, come invece ritenuto dal pubblico ministero.

Ricordiamo come i lavori di manutenzione della rete ferroviaria finiti al centro delle indagini, condotte dal Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata), riguardano diverse regioni e in prevalenza Lombardia, Veneto, Abruzzo, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia.