Molise: regione di abbandono

di Vittorio Di Florio

Negli ultimi anni la popolazione molisana ha subìto un calo drastico. Secondo quanto riportano dai dati ISTAT di un indagine del 2015, la regione è passata da un totale di 320.467 abitanti del 2001 a 312.027 nel 2015. Nel giro di 14 anni quindi, la popolazione è diminuita di circa 8.440 persone.

Oltre ad un bilancio negativo, con un numero di decessi che supera di gran lunga quello delle nascite, determinante è anche il flusso migratorio verso l’estero o altre regioni d’Italia.

Molti sono i paesi della regione rimasti con un numero minimo di abitanti, e con una media di età superiore ai 50 anni. A favore di quest’ultimi l’ondata di migranti stabiliti in centri di accoglienza sparsi nell’intera area molisana ha fatto sì che in alcuni casi, i centri abitati ormai spopolati abbiano potuto riprendere vita.

Sono molte le ragioni che portano i molisani a lasciare la propia terra, come la mancanza di lavoro e la disorganizzazione della regione e dell’amministrazione.

Tanti sono i disagi a partire dalle tante strade impraticabili, barriere architettoniche anche davanti edifici pubblici o mancanza di rispetto nelle normative. Tanti sono anche gli edifici abbandonati che potrebbero essere sfruttati con una diversa destinazione d’uso in modo tale da creare nuovi servizi, posti di lavoro ed anche un riscontro economico. Un esempio è quello dell’edificio inutilizzato nei pressi dell’ex stadio Romagnoli, che anche essendo in una posizione centrale nella città non viene sfruttato per nessun tipo di attività, lasciandolo in stato di degrado. Costruito negli anni ’50, è stato per decenni lo storico capannone dell’Enel con i suoi ampi parcheggi interni e una serie di uffici al secondo piano di cui oggi si posso ammirare solo i vetri rotti e le infiltrazioni d’acqua che ne stanno compromettendo la stabilità. Tanti i progetti che sono stati inoltrati negli anni per un riuso della struttura, ma nessuno ha mai visto la definitiva realizzazione.