Molise prima oasi Covid-free d’Italia? Un piano per chi utilizza carte di credito

E intanto la Sardegna copia la nostra idea per il Molise e i vicini Monti Dauni

Dopo la proposta di un Molise “free virus” per rilanciare il turismo e l’enogastronomia locale, ospitiamo con piacere un altro intervento dell’avvocato Luigi Iosa.

“Anche la Sardegna, che è un isolato geografico per eccellenza, ha copiato l’idea proposta per la terra molisana e per i vicini Monti Dauni. Non ho invocato il “tana libera tutti”. Il Molise si presta più di ogni altra Regione italiana, per le sue caratteristiche geografiche, a favorire eventi con un più agevole distanziamento sociale evitando gli assembramenti. Oltre agli “spazi incontaminati” da utilizzare senza il concerto rischio assembramento, esiste certamente in loco una maggiore possibilità di controllo. Trattasi non a caso di “isolato geografico” con scarsa densità abitativa. il Molise, infatti, è la seconda regione italiana a minore ampiezza demografica ed estensione territoriale (4.461 Kmq), preceduta solamente dalla Valle d’Aosta in entrambe le graduatorie. Il numero di famiglie è di circa 131.216 unità con un numero medio di componenti per famiglia (2,39) tra i più elevati in Italia (7° posto) e con una densità di popolazione (70,5 abitanti per kmq) notevolmente inferiore rispetto al dato nazionale (201,2 – quart’ultimo fra le 20 regioni)”. Inoltre, Iosa espone un’altra proposta per rilanciare l’economia dei cittadini molisani e dei Monti Dauni. L’idea, da sperimentare in Molise, è quella di far circolare somme di denaro in modalità sicura attraverso il circuito elettronico delle carte di credito, al fine di applicare una commissione, che va dal 5% al 10%, su ogni operazione di acquisto.

Le somme accumulate – in questo modo trasparente e tracciabile – andrebbero a finire in un “fondo di solidarietà della moneta elettronica”, pronto ad alimentare altre carte di credito utilizzate dalle fasce di reddito più basse.
Lo schema dovrebbe essere il seguente:
1) gli utilizzatori di carte di credito, con reddito superiore ai € 100.00,00, per ogni operazione di acquisto vedranno applicarsi una commissione del 10%. Se scelgono questa opzione, che è facoltativa, l’intera somma spesa (+ il 10%) verrà addebitata sulle loro carte di credito non più il mese successivo (come solitamente avviene) ma dopo tre mesi dall’operazione di acquisto;
2) gli utilizzatori di carte di credito, con reddito superiore ai € 50.000,00 ed inferiore ad 100.000,00 euro, per ogni operazione di acquisto vedranno applicarsi una commissione del 5%. Se scelgono questa opzione, che è facoltativa, l’intera somma spesa (+ il 5%) verrà addebitata sulle loro carte di credito non più il mese successivo (come solitamente avviene) ma dopo cinque mesi dall’operazione di acquisto;
3) gli utilizzatori di carte di credito, con reddito inferiore ai 50.000,00 euro, cioè la maggioranza degli italiani, per ogni operazione di acquisto vedranno un incremento automatico sulle proprie carte di credito del 5%, che deriverebbe direttamente dal “fondo di solidarietà della moneta elettronica”. Se scelgono questa opzione, che è facoltativa, l’intera somma spesa (+ il 2%) verrà addebitata sulle loro carte di credito non più il mese successivo (come solitamente avviene) ma dopo sei mesi dall’operazione di acquisto.
Ovviamente il ritardo di addebito delle somme spese mensilmente con carta di credito “modalità solidale” non deve essere gravato da interessi da parte degli Intermediari del credito, che in questa “nuova fase storica” dovranno per forza ridurre i profitti, pena la scomparsa inevitabile e graduale degli utenti del credito. Inoltre, non si potrà segnalare a sofferenza il ritardo nell’addebito delle somme spese.

Questo sistema, che dovrebbe essere rimesso alla libera scelta degli utilizzatori delle carte di credito, non è concepito per togliere a chi ha di più.

Il suo scopo principale è quello di indurre le Banche, garantite nell’operazione al 100% dallo Stato, ad avere più flessibilità nelle modalità di restituzione – senza interessi – delle somme anticipate mensilmente ai propri clienti.

La misura d’emergenza taglia la burocrazia, incide sui consumi e disincentiva l’utilizzo del denaro contante, diminuendo l’evasione fiscale.