Molise, 2021 anno della montagna: “in estate un milione di turisti”

Numeri sui quali riflettere. Se sommati, da una parte, alla enorme visibilità mediatica dedicata negli ultimi tempi alla regione che non esiste su tutte le maggiori reti tv nazionali e, dall’altra, alle varie statistiche condotte sui flussi turistici regionali, è prevedibile che in estate, al netto della possibilità di tornare a viaggiare, il Molise farà registrare un nuovo boom di presenze.

La scorsa estate, infatti, come certificato anche dall’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche delle Camere di Commercio d’Italia, il Molise è stata la prima regione in Italia per incremento di visitatori, ben il 109% in più rispetto all’anno precedente. Quantificabili in circa 400 mila unità aggiuntive. Se il dato dovesse essere confermato anche per l’estate 2021 e si riscontrasse un’ulteriore crescita del 100%, il Molise potrebbe essere visitato da circa 1 milione di turisti. Un traguardo mai raggiunto da quando nel 1963 è stata decretata l’autonomia regionale.

Previsioni o speranza? Resta il fatto che secondo un recente sondaggio realizzato da Hotel San Giorgio Campobasso in collaborazione con Discover Molise, il 94% degli intervistati, su un campione di oltre 900 risposte valide, prende in considerazione la possibilità di passare le vacanze in Molise. Non solo, è proprio il Molise ad essere percepito come territorio che meglio incarna il tema delle vacanze ispirate alla salubrità, al benessere, al cicloturismo e alla montagna. Perché secondo le stime e i trend sul turismo regionale annunciati dagli osservatori agli inizi di gennaio, il 2021 sarà proprio l’anno della montagna del Molise. Quella stessa montagna valorizzata nel corso della trasmissione ‘Linea Bianca’ andata in onda ieri sulla prima rete del servizio pubblico nazionale. Montagna come bene collettivo che sarà fruibile non solo dai turisti che, come sembra, preferiranno proprio il Molise alle altre mete, ma dagli stessi molisani sempre più consapevoli delle inestimabili ricchezze offerte dalla propria terra. Se consideriamo poi gli investimenti pubblici e privati finalmente attivati per il potenziamento dei servizi a Campitello Matese, la presenza di strutture ricettive con centri benessere al proprio interno e la destagionalizzazione dell’offerta turistica montana, l’estate che arriverà potrà incoronare realmente la montagna del Molise come attrattiva di tendenza per l’intero centro-sud Italia. Tutto ciò grazie a un nuovo modello di sviluppo locale e sostenibile che si sta sperimentando proprio a Campitello Matese e che mette insieme servizi dell’ospitalità, della ristorazione, del benessere, impianti di risalita, scuole di sci e una nuova offerta turistica racchiusa nel nuovo brand ‘MOLISESCI’.

Da non sottovalutare poi il potenziale della rete e lo straordinario supporto offerto dai social allo sviluppo turistico del Molise. Il web fornisce dati freschi e secondo gli insight delle principali organizzazioni dedite alla promozione turistica del Molise sui social, la nostra regione sta riscontrando un successo enorme. Tra tutte, è il caso di citare  Il Molise non esiste, che nel solo mese di gennaio, ha fatto registrare un milione di contatti, tra interazioni e copertura post in rete. “Sono centinaia i commenti pubblici di utenti che sulla nostra pagina facebook chiedono informazioni per programmare le proprie vacanze estive in Molise. Chiunque può leggerlo, tutto vero, nomi e cognomi di centinaia di italiani che grazie al nostro lavoro stanno scoprendo la regione che non esiste” – dichiarano Manuele Martelli e Dorothy Albanese – titolari del marchio ‘Il Molise non esiste’ che ha sede legale presso l’Hotel San Giorgio di Campobasso. “Secondo le nostre previsioni, grazie anche agli studi di ricerca turistica che realizziamo, possiamo affermare con ottimismo che la nostra regione può puntare alle 800 mila – 1 milione di presenze distribuite nell’arco di tutta l’estate 2021”, concludono dall’Hotel San Giorgio di Campobasso.

(per la foto in apertura e quella in coda al testo si ringraziano Rosario Barricelli e Antonello Di Criscio)