Molisana Magnolia, tanto cuore non basta contro le slovene del Celje

Coach Dragonetto: «Felice del carattere dimostrato dalle ragazze. Questa esperienza potrà essere molto importante»

Un primo quarto di grande sostanza, poi la terza partita in meno di ventiquattro ore col precedente match chiuso poco più di un’ora prima finisce per costar caro per le under 16 La Molisana Magnolia Campobasso che, nella quinta edizione del memorial ‘Judit Horvath’ a Pecs in Ungheria, devono cedere il passo anche alle slovene del Celje e chiudono la loro avventura magiara con tanta esperienza in più seppur senza referti rosa (e punti) all’attivo.

ASSOLUTA RESILIENZA

I #fiorellinidacciaio partono con un sostanzioso 4-0, ma le slovene rimontano (5-4), Campobasso si riporta avanti (7-6) e poi resta in scia alle proprie avversarie impattando anche a 24 sul finale di periodo, prima che un break di 4-0 delle balcaniche sigli l’inerzia del primo periodo.

FUGA SLOVENA

Con un parziale di 14-5 nella prima metà del secondo periodo, Celje inizia a prendere un margine di vantaggio in doppia cifra che riesce a mantenere con forza sino all’intervallo lungo.

GRANDE ANIMO

Le magnolie non si scoraggiano nel terzo periodo, ma Celje riesce a dare un ulteriore strappo con sette possessi di margine a metà periodo, che diventano ben otto alla fine del periodo.

GARBAGE TIME

L’ultimo quarto così è quello dell’inerzia con le slovene che si avvicinano al centello e i #fiorellinidacciaio che comunque mettono a segno 23 punti e chiudono la loro gara a quota 77.

A REFERTO CHIUSO

A chiosa del confronto il trainer rossoblù Francesco Dragonetto fa un punto sia sul match che sull’intera esperienza: «Sono felice anche di questo match perché anche in questo confronto le ragazze si sono impegnate al massimo. È vero il divario è stato maggiore ed ha toccato le diciassette lunghezze, ma considerando che avevamo giocato già al mattino e che, dopo un pasto veloce siamo dovuti rientrare sul parquet, temevo ben altro finale e, invece, le ragazze hanno provato a giocarsela con tutte le loro forze. Quanto all’esperienza magiara nel suo complesso, è stata un’avventura incredibile perché ci siamo confrontati con realtà differente da quelle che troviamo di solito di fronte a noi, ma sono fiero del gruppo che si è formato sia sul parquet, molto compatto anche nelle fasi di difficoltà con cui abbiamo dovuto fare i conti, che nei momenti comuni vissuti fuori dal campo. Questo tipo di esperienza, per il club, dovrà essere ripetuto anche in futuro per testimoniare il lavoro importante che si fa nel vivaio sia con le ragazze del posto che con quelle non molisane. In prospettiva, sappiamo che c’è ancora tanto da lavorare, ma la base è di spessore».