Moduli Terapia Intensiva al Veneziale, il Pd di Isernia: solo scatole vuote

ISERNIA. A pochi giorni dall’inaugurazione dei moduli per la terapia intensiva al ‘Veneziale’ di Isernia interviene la segreteria cittadina del Partito Democratico che, senza mezzi termini, la definisce come “l’ennesima passerella elettorale per gli esponenti del centrodestra molisano”.

“Un atteggiamento che stigmatizziamo perché non più tollerabile dai cittadini, considerato che le stesse persone che oggi posano compiaciute nelle foto di rito sono state per mesi assenti e silenti nella difesa della sanità pubblica, dimostrando ogni giorno di aver completamente fallito nella gestione di questa emergenza.

Così come già accaduto per il Cardarelli di Campobasso e per il San Timoteo di Termoli,  la realizzazione delle strutture oggi tanto celebrate rischia di rivelarsi del tutto inutile perché, a parte il ritardo enorme nell’allestimento, senza personale saranno di fatto inutilizzabili.

Ne è dimostrazione il fatto che dei 26 posti letto (10 al Cardarelli, 10 al San Timoteo e 6 a Isernia), nessuno è mai entrato in funzione fino a questo momento, neppure dopo che a Campobasso è stato annunciato il blocco dei ricoveri ordinari.

Il vero problema è  quello della carenza di ‘capitale umano’, ormai divenuta cronica. Problema con cui anche il ‘Veneziale’ di Isernia fa i conti da anni. Il Covid ha certo fatto riesplodere in maniera drammatica le tante carenze dell’ospedale, dovute alla cattiva gestione della sanità e alla totale mancanza di programmazione.

Le scelte politiche sbagliate durante l’emergenza sanitaria, hanno comportato un enorme e imperdonabile spreco del tempo e delle risorse disponibili, pagate dai cittadini in maniera drammatica in termini di mancata separazione delle strutture Covid, di inadeguatezza nella prevenzione e di inefficienza nelle cure.

Vengono continuamente annunciati bandi per la selezione di personale, che però puntualmente vanno deserti perché la nostra sanità regionale non risulta attrattiva né credibile nei suoi vertici politici e aziendali.

C’è da chiedersi con la dovuta onestà intellettuale perché i medici, soprattutto anestesisti, preferiscono altre sedi al Molise.  Il risultato è che i pochi medici e infermieri in servizio sono costretti a turni massacranti per garantire un’assistenza adeguata all’utenza.

Eppure incuranti del disastro sanitario gli esponenti del centrodestra continuano a mettersi in mostra, atteggiandosi durante “cerimonie” di presunti tagli di nastri, quanto mai di cattivo gusto, dopo che il nostro territorio ha pagato pesantemente in termini di salute e vite umane gli errori dei vertici politici e tecnici”.