Modifica legge elettorale regionale, la protesta del “Molise di Domani”

Una classe politica che dimostra, ancora una volta, di non avere a cuore il Molise ed i suoi cittadini e che pensa solo a sé stessa, agendo in maniera subdola senza alcun coinvolgimento

Aumento al 5% della soglia minima per entrare in consiglio regionale, questa la modifica approvata dalla maggioranza, con un blitz nel corso della “seduta fiume” per approvare il bilancio. Un blitz condannato a voce alta dal Comitato promotore della Coalizione Civica “ilMolisediDomani” che afferma: “Abbiamo appreso con vivo stupore del blitz compiuto dalla maggioranza in Consiglio regionale per modificare la legge elettorale regionale con una nuova definizione delle percentuali minime di voti per accedere alla ripartizione dei seggi in Consiglio (da 3% a 5%) e, pare, anche con lavori a Roma, per cercare di far modificare la norma che fissa a 20 il numero massimo di consiglieri regionali.

Il Comitato promotore per la Coalizione Civica “ilMOLISEdiDOMANI” condanna con forza soprattutto il metodo utilizzato da una classe politica che, finora, non ha portato in aula importanti proposte di leggi regionali ma ha trovato immediatamente la soluzione per difendere le proprie posizioni, per garantire la sopravvivenza dei singoli consiglieri. Una classe politica che dimostra, ancora una volta, di non avere a cuore il Molise ed i suoi cittadini e che pensa solo a sé stessa, agendo in maniera subdola senza alcun coinvolgimento, non solo popolare ma neanche delle forze politiche presenti in Consiglio regionale. Le leggi elettorali, in particolare, non si fanno senza un preventivo dibattito pubblico e non si adottano né nottetempo, né alla vigilia delle elezioni. Fin da ora ci impegneremo anche per evitare l’aumento del numero dei Consiglieri regionali da 20 a 30. Ipotesi totalmente ingiustificabile sia per il momento di crisi socioeconomica che il Paese intero sta vivendo, sia in rapporto alla popolazione regionale che diminuisce sempre di più, sia perché sarebbe, evidentemente, uno sperpero di risorse pubbliche. La spesa aumenterebbe di circa 1,4 milioni annui per 7 milioni di spesa in una legislatura. Incedente e immorale una tale operazione.

La questione morale, la giustizia, la legalità devono tornare ad essere i baluardi dell’impegno politico ed amministrativo. Scenderemo anche in piazza, se sarà necessario, per raccogliere il parere dei cittadini per dire basta allo sperpero delle risorse pubbliche, basta alle ingiustizie, basta con l’arroganza, la prepotenza e gli opportunismi”.