«Mio figlio lascia il Molise, un pezzo di cuore se ne va». La toccante lettera di un padre

Dal recente rapporto Svimez 2019 si evidenzia come la vera emergenza del Sud è l’emigrazione. Dal 2002 al 2017 oltre 2 milioni di persone se ne sono andate dalle regioni meridionali di cui 132mila nel solo 2017: di queste più della metà sono giovani – 66mila – di cui 22mila laureati.
E la storia continua: anche dal Molise molti giovani sono costretti a trovare altrove fortuna!
La nostra cara Regione è riuscita a farne andare via un altro, oggi, nel 2020, non nel primo dopoguerra!
Prima ancora uno dei miei figli, adesso anche un secondo. Uno dei miei pochi punti di riferimento andrà a vivere ad oltre 1.400 km da me!
E mi ritornano in mente i tristi momenti del distacco, quando anch’io 40 anni fa dovetti lasciare la mia Terra, i miei affetti, per approdare al Nord per motivi di lavoro.
E oggi di nuovo mi piange il cuore!
La nostra amata Regione continua a perdere forza di lavoro giovane, le sue ricchezze non riusciranno a rendere meno tristi le partenze e meno dolorose le mancanze.
Tra qualche anno il Molise sarà popolato sempre più da meno giovani, potrà contare unicamente sui pochi immigrati disposti a fermarsi qui, oltre ai fortunati che riusciranno ad arrivare alla pensione, come me.
Anche mio figlio è Molisano nel cuore e nel sangue e non avrebbe mai voluto lasciare la sua terra. Ci ha provato in tutti i modi, ma, purtroppo, alla fine ha ceduto, è stato costretto dalle circostanze che non gli hanno fatto intravedere un possibile futuro in Molise per assenza di lavoro.
C’è una cosa che per noi Molisani viene prima di tutto: l’orgoglio! E quando c’è da sacrificarsi siamo così forti da riuscire letteralmente a spezzarci in due: il cuore in Molise, la mente e le mani altrove, sul posto di lavoro. Qualsiasi lavoro: operaio, cameriere, cuoco, lavapiatti è comunque più dignitoso di quelli che può offrirci la nostra cara Regione.
Non importa se si parte per Francoforte, come mio figlio, Londra, o Chiasso (come il mio primo figlio), non importa se quel lavoro lo si trova in Germania, in Inghilterra o in Svizzera, per noi Molisani si tratterà sempre e solo di andare a “vivere al Nord”, dove, però, il lavoro riesce a farci sentire tutti più dignitosi, più orgogliosi.
Difficile spiegare il mio stato d’animo, ora. Nessuna parola sarebbe mai in grado di spiegare che cosa prova un padre a veder partire un proprio figlio e sentirsi, ogni volta, un pezzo di cuore in meno che se ne va.
Che tristezza per me! Un’altra parte di me va via, ancor più lontano! Francoforte dista praticamente il doppio di Chiasso. L’unica amara consolazione é sapere che mio figlio sia convinto di questa sua scelta. Spero che trovi ciò che desidera e che non ha trovato in Molise e che le sue soddisfazioni possano compensare ampiamente il mio dolore e il mio rammarico per non essere stato capace di aiutarlo a rimanere qui!

Vittorio Moffa
Un molisano….qualunque!