Michele Iorio: «Il Molise raddoppia i costi della digitalizzazione»

«A proposito di digitalizzazione. Sappiamo tutti – si legge in una nota a firma del consigliere regionale Michele Iorio –  che è quel fenomeno a cui la pubblica amministrazione deve uniformarsi per risparmiare sui costi di gestione. Perché fare tutto via internet è più veloce e costa di meno. Così possiamo inviare una pec invece di fare la fila alle poste per una raccomandata. Oppure fare la prenotazione di una visita medica stando seduti a casa davanti ad un computer piuttosto che facendo la fila in un ufficio pubblico. Nelle ultime ore, poi, abbiamo visto come si può richiedere alla prenotazione del vaccino anticovid cliccando su un link. In Molise però tutto questo non corrisponde ad un risparmio dei costi per la pubblica amministrazione. Da noi la Regione spende il doppio.  La domanda che mi sono fatto è stata: se la Regione Molise ha una società di cui è proprietaria, la Molise Dati SpA, creata proprio per l’informatizzazione della Regione, come mai il governo regionale affida lo stesso compito ad aziende private con un esborso di denaro pubblico? Cercando una risposta a questa domanda, io e la collega Aida Romagnuolo, abbiamo deciso di presentare una mozione per far luce su quelle anomalie che sembrano appartenere ad un mondo lontano dai problemi della popolazione e invece  hanno ed avranno una ricaduta sulla popolazione anche in termini di gestione economica e di posti di lavoro. Dovete sapere infatti che la Regione è proprietaria al 100% della società Molise Dati a cui, fino a qualche anno fa, era demandata la gestione informatizzata dell’ente, quindi degli uffici regionali e di quelli del settore sanità. Negli ultimi anni, e soprattutto con l’attuale governo regionale, si è provveduto alla esternalizzazione dei servizi resi dalla Molise Dati. Quindi paghiamo, con i soldi pubblici, la Molise Dati e paghiamo, con i soldi pubblici, società esterne per fare quello che dovrebbe fare la Molise Dati.  Di questa anomalia si è accorta anche la Corte dei Conti nel suo giudizio di parifica.  A dicembre scorso, poi, la delibera 542 di fine anno approvata dalla Giunta regionale ha fatto nascere il sospetto che le scelte politiche di questa amministrazione stiano andando in direzione opposta a quanto descritto dal presidente della Regione Molise nel suo programma elettorale che noi abbiamo condiviso. Cioè: agli elettori era stato detto che si sarebbe rafforzata la Molise Dati invece si sta svuotando l’azienda pubblica per ingrassare le tasche di società esterne.  Dimenticando, la Giunta, che non può fare ciò che vuole con le aziende di proprietà della Regione. Perché si possa procedere a svuotare, vendere o svendere (come in questo caso) una società di proprietà della Regione, la Giunta deve portare l’argomento in Consiglio regionale e deve avere la maggioranza per poter procedere. Cosa che non è stata fatta. Intanto, mentre illegittimamente si continua ad affidare funzioni proprie della Molise Dati, sia per la Regione che per la sanità, ad operatori privati esterni  aumentando i costi per le casse della Regione, io e la Romagnuolo chiediamo a Toma di revocare in autotutela la delibera 542 del 31 dicembre 2020 e di assegnare alla società in house Molise Dati SpA i fondi necessari per ammodernare e potenziare il CED (Centro Elaborazione Dati) anche in vista, ed in linea, con le disposizioni nazionali sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione.  Con la speranza che altre forze politiche, di maggioranza e di opposizione, vogliano unirsi a questa nostra iniziativa».