Mercoledì a Campobasso convegno sulle debolezze del welfare

di Luigi Castellitto

Nuove povertà e misure di contrasto. La sconfitta del welfare? è titolo del convegno, promosso dalla cooperativa Laboratorio Aperto, dallo Ial, dal Consiglio Provinciale dei Consulenti del Lavoro e altri partner e patrocinato dal comune di Campobasso, organizzato nella mattinata del 18 settembre all’hotel San Giorgio a Campobasso.
Welfare come misura soddisfacente per abbattere disuguaglianze e risollevare i meni abbienti o forma di sussidio debole e votata all’assistenzialismo improduttivo? Si sono susseguiti gli interventi che fra excursus storici ed esperienze dirette hanno parlato della più diffusa forma di aiuto economico nei nostri territori.
Patrizia Russo, docente Unimol e vice presidente di Laboratorio Aperto ha introdotto citando l’attuale crisi di produzione, le incertezze sui sistemi alternativi di finanziamento (vedi Reddito di cittadinanza), le migrazioni, il collasso dei tradizionali sistemi di cura, con la proposta di un più mirato, inclusivo e dignitario programma attivo da parte delle pubbliche amministrazioni.
Il dottor Alessandro Mancinella, psicologo ATS di Termoli, citava le condizioni di “povertà storica” da parte di alcuni nuclei familiari e il pessimismo di chi, interpellato a proposito delle misure di sussistenza, le ritiene insufficienti per chi già poco abbiente e a contraddittorio vantaggio di chi gode di maggior stabilità.
Confronto diretto territoriale con l’intervento del dottor Vincenzo De Marco, dirigente invece dell’ATS di Campobasso, più positivo sulla visione globale dell’assistenza in Italia, anche in contrapposizione ad altri paesi ben più poveri, non mancando però di citare scogli quali la burocratizzazione e il lavoro nero.
Il dottor Giulio Giordano, dirigente medico ASReM ha sottolineato le divergenze tra poveri italiani e poveri stranieri, concentrando l’intervento sulla necessità primaria all’assistenza sanitaria, migliorabile, dati alla mano, da una più mirata spesa pubblica, che dovrebbe essere meno sperperata in ambito di altri servizi.
La dottoressa Ornella Seca, in veste di imprenditrice, oltre a una visione per quanto riguarda il lato dirigenziale, ha parlato della valenza dell’economia di comunione (EDC) di cui è membro attivo.
Il professor Ivo Giordano, docente Unimol, in qualità di esperto di comunicazione, ha esposto una visione sui nuovi linguaggi, quali internet e social, con la “falsa rete sociale” che si viene talvolta a creare su di essi, un welfare massificato solo di facciata, materialmente inutile, anzi dannoso anche per i fautori online dello stesso, spesso persone che interagiscono sulle nuove piattaforme comunicative senza i giusti filtri.
Mentre il dottor Gianni Notaro, segretario generale aggiunto Cisl per l’Abruzzo e il Molise, si è soffermante maggiormente sul mondo di sua attinenza, quello sindacale e locale, con le nuove e vecchie povertà in primo piano che sono anche nuove e vecchie paure di agire direttamente da parte dei singoli soggetti, riscontrabili in qualsiasi Caf, patronato che sia in maniera empirica, con il Molise in preoccupante peggioramento.
Ha concluso la dottoressa Rosa Di Cairano, consulente del lavoro, che, facendo eco a un precedente intervento, ha rintuzzato con la necessità di fare rete, ma in maniera vera, senza movimenti di facciata, e facendo chiarezza sul ruolo dei consulenti del lavoro, con il rapporto consolidato con le aziende ma anche con i dipendenti stessi.

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