Medicina tradizionale mediterranea: perché i medici erano anche poeti

Per la rubrica Alesia e i suoi compagni di viaggio, pubblichiamo il contributo di Marta Marini.

Nell’arco di un po’ più di duecento anni si è persa quella visione del mondo che, nel nostro bacino del mediterraneo, si era mantenuta abbastanza integra a partire dalle tradizioni egizie e successivamente greche e romane e dopo la prima grande frattura, la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, grazie alla raccolta avvenuta nel medioevo anche delle conoscenze dell’area islamica, era arrivata a mantenersi omogenea fino alla fine del XVIII secolo.È allora che è avvenuta la seconda grande frattura, che ha portato poi alla visione del mondo attuale, relegando ad alcune branche del sapere, come ad esempio l’erboristeria, una visione del mondo più arcaica, precedentemente propria del mondo colto, che vede macrocosmo e microcosmo riflettersi l’uno nell’altro in una unità organica in cui cielo, terra, piante, animali ed uomo formano una rete dinamica di sincronie, reciproche corrispondenze e relazioni.Io sono laureata in pedagogia con indirizzo psicologico, ma sono anche un’erborista appassionata grazie al lavoro di un collega, il dottor Luigi Giannelli di San Quirico d’Orcia in provincia di Siena, mio grande amico ed insegnante, che ha creato il primo Archivio di Medicina Tradizionale Mediterranea ed ha raccolto e ordinato testi e formulazioni erboristiche della nostra tradizione a partire dalla medicina colta antica fino all’attuale erboristeria tradizionale. Grazie a lui, che ha scritto un libro proprio intitolato Medicina tradizionale mediterranea (ed. Tecniche nuove 2006), cercherò di mostrarvi questa mia passione illustrandovi quale fosse la visione del mondo fino a prima della rivoluzione industriale.Nel mondo arcaico non c’era separazione nel modo di pensare come vi è in quello attuale, per l’uomo arcaico, per esempio, in un oggetto rosso il rosso non era una qualità separata come per noi, ma faceva parte dell’oggetto stesso, caratteristiche comuni univano i diversi regni della natura, dalle stelle al sassolino ed erano i cardini, gli elementi base, i fondamenti, anche filosofici, le forze formanti dell’universo: i quattro elementi cardinali, il Fuoco, l’Aria, l’Acqua, la Terra, tutti presenti, in diverse percentuali, in ogni manifestazione del creato.All’interno di questi elementi cardine le due coppie di opposti complementari del caldo che espande del freddo che contrae, del secco che assottiglia e dell’umido che ottunde, si univano in quattro diverse combinazioni:caldo – secco legato all’elemento FUOCO;caldo – umido legato all’elemento ARIA;freddo – umido legato all’elemento ACQUA;freddo – secco legato all’elemento TERRADice Aristotele nel II libro del “Divenire e deperire”CALDO e il FREDDO agiscono attivamente causando ogni nascere e divenireUMIDO e il SECCO hanno carattere passivo accogliendo in sè gli effetti di CALDO e FREDDO.Vediamoli:Il CALDO provoca espansione, crescita, calore, movimento, forza, fluidità.Il FREDDO provoca contrazione, riduzione, freddezza, stabilità, immobilità, viscosità, abbassamento, chiusura, stasi.Il SECCO provoca durezza, acutezza, secchezza, prosciugamento, estremizzazione dei processi, pressione, innalzamento, apertura.L’UMIDO provoca morbidezza, ottundimento, umidità, imbibimento, moderazione dei processi.Secondo Aristotele l’UMIDO è ciò che senza plasmare sè stesso assume facilmente ogni forma.Gli elementi vanno distinti dalle sostanze, semplice manifestazione materiale, che può portare in sè le caratteristiche dell’elemento, ma non è l’elemento.Così le sostanze fuoco, aria, acqua, terra, possono essere sperimentate come altri oggetti nello spazio, mentre gli elementi Fuoco, Aria, Acqua, Terra, sono un processo di interazione vitale all’interno della materia, sono “forze formanti” della materia, percepibili non sul piano dei sensi, ma spirituale.Ogni forma creata, si tratti di un essere monocellulare, di una pianta, di un animale, di un uomo, o di un corpo celeste, manifesta nella sua sostanza le qualità di queste quattro forze plasmatrici della materia.

Perciò anche nel cielo, come sulla terra, le troviamo tutte, dove? Nello zodiaco: se proviamo ad unire le dodici costellazioni zodiacali, per come apparentemente si succedono circolarmente nel cielo durante l’anno, tra segni collegati allo stesso elemento, otterremo quattro triangoli: uno di fuoco, uno di aria, uno di acqua, uno di terra, che, nella forma più complessa della tripartizione, sovrapponendosi formano la stella a dodici punte del cielo zodiacale. secondo alcune tradizioni, dallo zodiaco queste quattro forze continuano a diramarsi in ogni direzione del cielo, a dimostrazione che gli elementi permeano, dal macrocosmo al microcosmo ogni manifestazione del creato. A questo livello troviamo tutta una serie di corrispondenze tra gli elementi, i punti cardinali, le stagioni, le ore del giorno, le età dell’uomo, e la stessa fisiologia umana.
In ogni manifestazione ogni elemento si trasforma nell’altro e prevale per un periodo, anche se l’armonia, nel microcosmo come nel macrocosmo, è data dall’equilibrio di queste quattro forze opposte e complementari.
Lo stesso nell’essere umano, dove la salute è data dall’equilibrio degli umori del corpo. Per capire andiamo a vedere le teorie di due grandi medici dell’antichità: Ippocrate e Galeno.
Secondo Ippocrate (medico greco del IV secolo a.C.) i quattro elementi generano nel corpo umano e animale quattro umori vitali:
il FUOCO la bile gialla o collera (dal greco cholé = bile).
L’ARIA il sangue,
L’ACQUA la flemma (flegma dal vocabolo greco flego = brucio in relazione ai fenomeni infiammatori da essa scatenati in condizione patologica) o pituita (dalla voce latina che in origine serviva a indicare le resine delle conifere, viscose e appiccicose, somiglianti ai muchi e ai catarri originati dalla flemma cosiddetta “perversa”).
La TERRA la bile nera o melanconia (dal greco melanos = nero cholé = bile).
Galeno (medico romano del I secolo d.C.), riprendendo la dottrina ippocratica collega il sistema umorale con le funzioni fisiologiche connesse con l’assunzione e la modificazione metabolica degli alimenti. L’equilibrio tra i quattro umori, che sono reciprocamente complementari, costituisce la salute; lo squilibrio tra i quattro dovuto a loro eccessi o difetti di quantità o la perversione nella loro qualità genera le malattie. Questo per quanto riguarda la fisiologia dell’essere umano, ma l’essere umano è soggetto a tutta una serie di influssi che possono comunque interagire con il suo equilibrio, anche umorale, alterandolo. Influssi astrali, planetari, di habitat, di età, di stagione, giornalieri, di abitudini di vita, fanno parte di questa visione del mondo dove niente è separato, tutto partecipa di quell’unità dietro cui si percepisce una legge divina d’amore.
A seguire uno schema di questa visione del mondo ed elemento per elemento nelle sue manifestazioni.

LA TERRA
TERRA nella visione arcaica è: stasi, blocco, fermezza, fino all’ordine incoercibile dello stato cristallino, una manifestazione delle qualità del FREDDO (contrazione, un ripiegarsi, un chiudersi verso l’interno) e del SECCO Una forza formatrice dell’Universo che si manifesta al suo massimo nel punto cardinale dell’OVEST, dove il sole si reclina sull’orizzonte e sembra morire.
Nell’AUTUNNO come stagione, quando la luce a sua volta sembra reclinarsi e morire davanti al buio che avanza. Nel periodo della giornata che va dalle ore 12 alle 18, dal sole al crepuscolo. Nell’età dell’uomo che corrisponde alla MATURITÀ che, vista con occhi arcaici, non è altro che l’inizio della curva che riporta l’uomo al punto di partenza, perché nascita e morte aprono e chiudono una stessa porta. Nei colori in quelli che vanno dall’AZZURRO SCURO al NERO (compresi i bruni) nelle varie gradazioni, come il colore del cielo, la calotta che ci circonda, nelle sfumature della notte. Nei sapori, in ordine decrescente: ACIDO, ASTRINGENTE, ACERBO, sapori che contraggono, allappano, asciugano.
Nelle piante in quelle che hanno parti legnose, reclinate verso terra, frutti secchi, ma non oleosi, vuoti, che producono TANNINO e ACIDI. Tra i minerali nello scuro e pesante PIOMBO e, tra i pianeti la TERRA stessa, che alchemicamente, nella sua solidità, racchiude in sé gli altri tre elementi dell’acqua, dell’aria e del fuoco condensati e che è la matrice delle manifestazioni materiali e in SATURNO, il pianeta che per l’uomo arcaico che scrutava il cielo ad occhio nudo, era l’ultimo ed il più lento dei pianeti visibili, quello che segnava il confine tra il nostro sistema planetario e il cosmo zodiacale. Nel cosmo zodiacale nel triangolo dei tre segni di terra il TORO, la VERGINE e il CAPRICORNO.
E quando nell’uomo si manifestavano al massimo grado qualità legate alle forze formatrici della terra, spesso chiare già dal tema astrologico di nascita, in lineamenti asciutti, ed incavati (il volto di Edoardo De Filippo, ad esempio), un volto allungato o triangolare, con labbra sottili e serrate, un corpo asciutto, con muscolatura sottile, tesa, “nervosa”, vene evidenti, asciutte, ma sottili, colorito olivastro o pallido livido, capelli duri e sottili e un umore prevalente a livello fisiologico definito dagli antichi MELANCONIA, (dal greco melanos – cholè = bile nera, prodotta dalla MILZA) da cui derivava il temperamento melanconico, portatore di un carattere complesso, fondamentalmente riflessivo, profondo, costante, ma che poteva scivolare nella depressione, nella misantropia, nell’invidia, nell’avarizia
 
 
L’ACQUA
La forza formatrice dell’elemento acqua è connessa con lo scorrere in superficie, l’elasticità, l’adattabilità, una manifestazione delle qualità del FREDDO (contrazione, viscosità) e dell’UMIDO (ottundimento, moderazione dei processi).
Il NORD, il punto cardinale connesso a questa forza, porta in sè le caratteristiche di freddo e di umido, basti pensare alle cortecce degli alberi che ci aiutano a trovare il nord per la borraccina che vi si forma sopra a causa del freddo e dell’umidità e capiremo il legame con l’elemento acqua
Tra le stagioni questo legame si ripete con l’INVERNO, quando la contrazione della luce è al massimo e, con il buio e il freddo che prendono il sopravvento, la visione è più ovattata, i movimenti più rallentati, più cauti, l’umidità entra fin dentro le ossa.
Nella giornata, le ore che vanno dalle 18.00 alle 24.00, fino al massimo della contrazione della luce, la mezzanotte, e al massimo dell’umidità (ben lo sa chi ha dormito qualche volta sotto le stelle).
Tra le età dell’uomo legato a questo elemento è la VECCHIAIA dove si ha un rallentamento ed un ottundimento sempre più accentuato di tutte le funzioni vitali dell’essere umano, metabolismo, deambulazione, vista, udito, ecc.
Le piante in cui si manifestano le forze formatrici dell’elemento acqua hanno un portamento strisciante, sinuoso, ricadente (tipo bordura), con parti acquose e pendenti, inodori, con frutti acquosi ed insipidi o lievemente dolci.

Sono piante con abbarbicamento debole che può essere abbastanza espanso. Tra le sostanze biochimiche in cui ritroviamo caratteristiche di questo elemento vi sono le MUCILLAGINI ed altri POLISACCARIDI (gli amidi ad esempio).
Il sapore che caratterizza il manifestarsi di questo elemento è un non sapore, è l’INSIPIDO, come troviamo sul piano materiale nella sostanza acqua. Come tra i colori l’INCOLORE, anche questo proprio della sostanza acqua, o i colori che vanno dal BIANCO all’AZZURRO – GRIGIO (il glauco, per esempio), l’ARGENTO. Questi sono anche i colori dell’astro che per eccellenza è legato all’elemento acqua: la LUNA.
Sul piano minerale le medesime caratteristiche si ritrovano in un metallo legato alle forze formatrici di questo elemento: l’ARGENTO. Nel cielo zodiacale il triangolo dei segni d’acqua è composto dai segni dello SCORPIONE, del CANCRO, dei PESCI.
Negli esseri umani la prevalenza delle qualità legate all’elemento acqua porta ad una muscolatura debole, nascosta, a colorito pallido – latteo, con vene poco evidenti colore blu. Il volto di una persona siffatta sarà tondeggiante con lineamenti carnosi ma molli, labbra piene, ma in bocca tendenzialmente aperta, il profilo sarà tendenzialmente gonfio e i capelli fini e sottili.
Nella fisiologia galenica l’umore legato a questo elemento è la FLEMMA che, come abbiamo visto si forma nella TESTA. Quando questo umore prende il sopravvento da origine al temperamento flemmatico, proprio di una persona dal carattere fondamentalmente moderato, diplomatico, ma che può presentare pigrizia, indifferenza, fatalismo.
 
L’ARIA
L’aria simboleggia il calore umido, il movimento moderato, la tendenza all’espansione equilibrata, il calore vitale e le forze generatrici della natura.
Una manifestazione di qualità del CALDO (espansione, apertura, movimento) e dell’UMIDO (ottundimento, imbibimento).
Una forza formatrice dell’universo che si manifesta nel punto cardinale dell’EST, dove il sole nasce, scaldando e stiepidendo l’aria umida e fredda della notte con il suo calore.
Nella PRIMAVERA come stagione, quando l’aria tiepida e la terra umida permettono alla vita del pianeta di rinnovarsi in una nuova crescita.
Nel momento della giornata che va dalle 24.00 alle 6.00 del mattino, quando viene concepita e nasce la luce.
Nelle età dell’uomo nell’INFANZIA, il periodo in cui l’uomo apre la porta della vita e inizia il suo cammino, il suo corpo è rotondo, vitale e cresce in maniera equilibrata.
Nei colori nel VERDE, nel ROSSO, tendente al purpureo, il verde della clorofilla, il rosso del sangue, i colori della linfa vitale degli abitanti del pianeta.
Nel sapore DOLCE, che nutre, lenisce, nelle SOSTANZE GRASSE e ZUCCHERINE, come è il latte della madre all’inizio della vita.
Nelle piante dagli aromi delicati, dai frutti pieni e dolci o dai frutti e semi oleaginosi, dal portamento forte, misurato, tendenzialmente eretto.
In un minerale inanimato che, dell’aria, mantiene la vita, il movimento, il MERCURIO, detto anche argento vivo. Associato alle forze generatrici dell’aria è il pianeta MERCURIO, il più vicino al sole, l’inizio del sistema planetario. E nel cosmo zodiacale troviamo il triangolo dei tre segni d’aria l’ACQUARIO, la BILANCIA e i GEMELLI.
Nell’uomo il manifestarsi delle qualità legate alle forze formatrici dell’aria, porta lineamenti carnosi, profilo delicato, volto tondeggiante, labbra piene, colorito rubicondo, peli e capelli ondulati, muscolatura del corpo forte, ma non scolpita, vene poco evidenti, ma piene. In un uomo siffatto l’umore prevalente a livello fisiologico, secondo gli antichi, era il SANGUE, che si formava nelle VENE e determinava il temperamento SANGUIGNO dal carattere allegro, affettuoso, sensuale, una persona leale, ma tendenzialmente superficiale e incostante.
 
IL FUOCO
L’ elemento fuoco simboleggia fondamentalmente il calore, la secchezza, il movimento rapido e l’ estrema leggerezza e rarefazione. E’ considerato una manifestazione delle qualità del CALDO (espansione, movimento, crescita, ecc.) e del SECCO (che asciuga, assottiglia, estremizza i processi).

Nei punti cardinali, il fuoco è collegato al SUD, dove, da sempre, vengono costruite le facciate delle case perché luogo asciutto e caldo. Tra le stagioni, legata a questo elemento, troviamo l’ESTATE, sempre calda e asciutta. All’interno della giornata quel periodo di tempo che va dalle sei del mattino a mezzogiorno, il massimo del crescere della luce, fino al massimo del percorso che il sole sembra fare nel cielo: il suo zenit. Nelle età dell’uomo l’elemento fuoco si lega alla GIOVINEZZA e alla forza vitale ed esuberanza di questo periodo. All’interno della gamma dei colori, troviamo, legati all’elemento fuoco quelli che vanno dal GIALLO al ROSSO (come nella sostanza fuoco), tra i sapori vi sono: l’AROMATICO o il PICCANTE o l’AMARO o il SALATO (in ordine di calore decrescente), le sostanze in cui è attivo l’elemento fuoco sono volatili e aromatiche come gli OLII ESSENZIALI, o sostanze che bruciano facilmente, come le RESINE, o acri, urticanti, brucianti, come i LATTICI di alcune piante che venivano usati per bruciare porri o verruche, le sostanze piccanti e amare, il SALE. Le piante in cui si manifestano le qualità dell’elemento fuoco sono piante dal portamento eretto, con spine o peli urticanti, dagli aromi forti, con fiori che hanno colori che vanno dal giallo al rosso,che si abbarbicano tenacemente al terreno, “ad artiglio”. Tra i minerali quello che ci parla delle corrispondenze con questo elemento principalmente è l’ORO.
Nel nostro sistema planetario le forze formanti dell’elemento fuoco sono espresse nei massimi gradi dal nostro astro, il SOLE.
Mentre nel cosmo zodiacale troviamo il triangolo dei tre segni di fuoco il LEONE, l’ARIETE il SAGITTARIO.
Nell’essere umano la prevalenza delle forze formatrici legate all’elemento fuoco porta a lineamenti fortemente scolpiti ed estroflessi (il classico profilo aquilino), ad un volto più allungato che tondeggiante, con labbra serrate. Un tale individuo ha muscolatura del corpo scolpita, vene evidenti, colorito dalle sfumature giallastre, peli e capelli tendenzialmente arricciati e, secondo la visione arcaica “umorale” prevale in lui, a livello fisiologico, un umore, la BILE GIALLA, in greco cholè= COLLERA che si forma nella CISTIFELLEA e determina un temperamento BILIOSO o COLLERICO, dal carattere indipendente, intraprendente, superbo, irascibile, violento, quello che ancora oggi ci fa dire della persona che si comporta così: “è un collerico, un focoso!”, utilizzando dei termini il cui significato, a livello simbolico, è rimasto immutato da centinaia di anni, da quando i medici greci erano guidati dal Dio Asclepio e quelli latini da Esculapio Dio della medicina e della poesia che lo aiutava a sviluppare doti di intuizione e sensibilità fondamentali nella sua arte!