“Marketing Mix” Newsjacking ovvero fare del marketing una notizia

Rubrica a cura di Camilla Arco

Nel mondo di oggi, le notizie corrono veloci. Anzi, velocissime. 

Non appena ci svegliamo e prendiamo il telefono (che – ammettiamolo – teniamo rigorosamente sul comodino) siamo bombardati da migliaia di notifiche e informazioni di ogni tipo. 

Quando arriviamo a ora di pranzo e accendiamo la TV per vedere un TG, ci sembra quasi che ciò di cui si stia parlando siano argomenti vecchi di giorni. 

Le cosiddette “breaking news” arrivano in maniera così immediata agli utenti tramite il web che i mezzi di informazione classici risultano quasi obsoleti. 

Allo stesso tempo, però, le stesse notizie possono rimanere attuali anche con il passare dei giorni o delle ore se internet le rende virali. 

Vi ricordate l’avvenimento che vide coinvolti Bugo e Morgan a Sanremo? Se n’è parlato per giorni ed è stato scalzato come trend topic solo a causa dell’arrivo del COVID-19. 

Questa “potenza di fuoco” (cit.) della rete può essere utilizzata anche dalle aziende per fare marketing. La tecnica prende il nome di newsjacking (letteralmente “agganciare/sollevare una notizia”) e utilizza proprio le “breaking news”, le “notizie dell’ultima ora”, come contenuto di marketing.

Per poter sfruttare al massimo il boato causato da una breaking news, il marketer (colui che si occupa di marketing, appunto) deve essere rapido, estremamente rapido. 

Deve, nell’ordine: prendere la notizia, utilizzarla per creare dei contenuti interessanti e diffonderla online. Tutto questo deve farlo prima ancora che la notizia venga sviscerata completamente dai giornalisti. Il marketer si limita a prendere l’informazione e a farla propria, mentre il giornalista ha il compito di verificarne la veridicità e le relative implicazioni. 

Chiaramente, tale tipologia di lavoro può essere implementata da aziende versatili e flessibili, ed estremamente coraggiose. 

Perché quando ci si “aggancia” ad una breaking news, il rischio è dietro l’angolo. 

Ovviamente, l’eventuale pericolo è dato dal tipo di notizia che si decide di cavalcare. Quando si tratta di avvenimenti catastrofici, per esempio, è sempre meglio evitare. 

Eppure, ci sono aziende che non si sono lasciate scoraggiare da quanto consigliavano i manuali di teoria del marketing e sono state in grado di cambiare completamente l’approccio del consumatore nei loro confronti. Avete presente Taffo Funeral Services? È un’agenzia funebre di Roma che ha sdoganato il marketing in un settore considerato da tutti molto difficile da trattare. 

Ebbene, loro hanno trasformato il newsjacking in una vera e propria strategia di marketing. 

Arrivati a questo punto, però, è necessaria una precisazione. 

Bisogna distinguere in maniera chiara il newsjacking dal real-time marketing: due strategie simili per certi versi, ma differenti per altri, spesso confuse tra di loro. 

Il real-time marketing, ovvero il “marketing in tempo reale”, è una tipologia di marketing che sottintende la capacità di un’azienda di reagire a degli stimoli esterni: in base a ciò che accade intorno a me, che sia nel mondo o nel mercato, sono in grado di reagire di conseguenza e in maniera efficace (sempre comunicativamente parlando). 

Il real-time marketing, però, si riferisce ad azioni di marketing legate ad avvenimenti attuali ma la cui realizzazione non si limita ad una creazione di contenuti da diffondere sui social: le campagne di real-time marketing vengono pianificate ed eseguite in tempo reale basandosi sullo studio dei dati delle buyer personas(ve le ricordate?). Richiede quindi un piano di azione molto più dettagliato e organizzato dell’attività di newsjacking – volta solo a coinvolgere l’utente o il consumatore. 

Un esempio di real-time marketing sono le campagne di comunicazione realizzate durante le Olimpiadi o i Mondiali. Le azioni di marketing da intraprendere sono concepite e realizzate in anticipo e possono essere modificate o implementate in base a ciò che accade nel mentre. 

Il real-time marketing, quindi, ha una copertura un po’ più ampia rispetto al newsjacking e include anche altre forme di marketing come il guerrilla marketing, di cui parleremo più avanti. 

Quali sono gli elementi vincenti di questo nuovo modo di comunicare?  

Prima di tutto, la maggior parte delle attività di real-time marketing (tra cui il newsjacking) ha dei costi molto bassi, qualche volta pari allo zero. E questo è già un ottimo punto di partenza per un’azienda, no? 

L’altro elemento vincente è dato dai contenuti che, per essere efficaci, devono essere semplici ed immediati: questo permette di catalizzare immediatamente l’attenzione dell’utente e di generare interesse. 

Poi, l’ironia: essere sagaci, acuti, sottili. Bisogna saper giocare con le parole e con le immagini e rendere il proprio contenuto difficile da dimenticare. 

Infine, come dicono gli inglesi “last but not least”: il coraggio. La rivoluzione non la si può fare facendo “ciò che abbiamo sempre fatto”. Per innovare bisogna tentare e ritentare. Anche se si commettono errori. 

Del resto, Oscar Wilde diceva “purché se ne parli”.

PS: abbiamo in casa un’azienda che sta dimostrando di essere estremamente in gamba con il real-time marketing e il newsjacking. Andate a fare un giro nei profili social de La Molisana e vedrete!