Maltempo, Trignina: esonda il Vallone. Diversi i disagi alla viabilità (FOTO)

Autobus di linea costretti a percorrere una strada dissestata che passa per frazione Penna di Trivento, torrente fuori dagli argini

Camera di Commercio – SPID

AGNONE
FRANCESCO BOTTONE

Esondato il Vallone: fango e detriti sulla provinciale. Castelguidone isolato verso la Trignina. Autobus di linea costretti a percorrere una strada dissestata che passa per frazione Penna di Trivento. Esondato nel corso della notte il torrente “Vallone di San Giovanni”, al confine tra i territori comunali di Castelguidone, Trivento e San Giovanni Lipioni.
«Nelle ultime 48 ore è caduta la pioggia che solitamente scende in un mese e mezzo – spiega l’agronomo e studioso dei fenomeni meteo Giampaolo Di Biase – Siano a 75mm da domenica e purtroppo non è finita».
E proprio questa pioggia infinita ha causato l’ingrossamento del torrente che sfocia nel Trigno provocando la sua uscita dagli argini. Un problema ben noto, che si ripete ad ogni pioggia abbondante. Fango, detriti di ogni genere, tronchi di alberi sradicati, nel corso della notte hanno invaso la carreggiata di un ponticello che solitamente permette l’attraversamento del vallone e conduce alla fondovalle Trigno. Strada impraticabile, dunque, con Castelguidone che è praticamente isolato verso valle, senza più sbocco sulla fondovalle Trigno, salvo passare per il Molise, scendendo verso Trivento e frazione Penna, una strada completamente dissestata. Nei mesi scorsi sono stati realizzati dei lavori di messa in sicurezza di quel ponte proprio dopo l’ultimo episodio di straripamento.
Problemi di straripamento e allagamento anche sulla Trignina, al chilometro 51 e trecento, con almeno venti metri di carreggiata inondati di acqua e fango che hanno causato problemi e costretto i Carabinieri a regolare il traffico per ore, prima che il personale Anas riuscisse a ripristinare lo stato dei luoghi. Questo Maggio impressionante dal punto di vista meteo-climatico non sembra avere alcuna intenzione di cambiare il trend votato al freddo e all’instabilità. L’Italia è infatti interessata da un’ampia goccia fredda responsabile dell’intensa ondata di maltempo che sta colpendo le regioni del versante Adriatico. Sta piovendo incessantemente da oltre 24 ore e le conseguenze non si sono di certo fatte attendere. È tornata anche la neve sull’Appennino centrale oltre i 1400-1500 metri, con vere e proprie bufere di neve a Campo Imperatore, Ovindoli e Prati di Tivo. E a partire dalla serata  di ieri è giunto un nuovo impulso freddo dall’Europa settentrionale. Accompagnato non solo da un ulteriore, brusco calo delle temperature (mercoledì mattina si avvertiranno gli effetti maggiori), ma anche da un rinforzo della ventilazione da nord, con annessa fase di maltempo soprattutto sul medio versante Adriatico. Sarà proprio questa fase che coinciderà con il nuovo calo della quota neve sulla dorsale appenninica centrale, con i fiocchi che potranno spingersi con facilità fin verso i 1100-1200 metri tra Abruzzo e Molise.

Camera di Commercio – SPID

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