Magliette rosse, il Molise c’è contro le stragi in mare

Bricofer

CAMPOBASSO. L’Umanità è scesa in piazza anche a Campobasso ieri mattina, sabato 7 luglio, colorando Piazza Pepe di rosso, colore simbolo della giornata di mobilitazione indetta a livello nazionale da Don Ciotti e da una fitta rete di associazioni cattoliche e laiche, contro le stragi in mare. In maglietta rossa c’erano gli scout campobassani con le loro divise estive, i volontari della Caritas, esponenti delle parrocchie, sindacalisti, amministratori locali, tanti cittadini normali. Tra gli interventi quello del sindaco di Campobasso Antonio Battista che ha letto un breve messaggio. “Abbiamo aderito come amministrazione comunale – ha detto Battista – esprimendo preoccupazione ma non paura, non abbiamo paura di esprimere i sentimenti e i valori che hanno fondato l’Italia e sui quali si è espressa sempre l’Europa. I paesi sovranisti, con governi sovranisti stanno prendendo il sopravvento. E’ bene che qui oggi a Campobasso, ma anche nei prossimi giorni, riaffermiamo il senso dell’umanità che non va mai, mai, mai smarrito.”

Subito dopo don Adriano della Diocesi di Campobasso per l’associazione Migrantes e Pax Christi: “Rosso è il colore della passione – ha detto il giovane prete – la passione per la vita che oggi ci ha portato qui e che non ci deve far mai dimenticare che rosso è il sangue che Gesù ha sparso per tutti noi. Siamo qui in nome del vangelo che non tradiamo con una mano ma lo portiamo nel cuore.” A seguire gli interventi dei rappresentanti di altre associazioni presenti: particolarmente significativo quello di Norberto Lombardi, studioso dell’emigrazione molisana che nel suo intervento è riuscito a toccare le corde più profonde del cuore. In tanti dunque hanno risposto all’appello indossando una maglietta rossa, una camicia, un abito del colore della passione, confermando la volontà di percorrere la strada della solidarietà e dell’accoglienza, contro un’Europa che non riesce a trovare soluzioni valide e un’Italia che tenta di mettere sotto accusa i più deboli e le organizzazioni di volontariato, aprendo una falla nel dibattito democratico del nostro Paese e nelle coscienze degli italiani.

 

 

 

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