Maggioranza in frantumi, Toma “sfiduciato” dai suoi (PAROLA AI CITTADINI)

Alla luce degli ultimi accadimenti, ritieni opportuno che in Molise si torni al voto?

L’inizio della fine per l’esecutivo Toma? E’ la domanda che in molti si pongono dopo il consiglio regionale di martedì 5 novembre. Che ha rappresentato una vera e propria Caporetto per la maggioranza regionale. Uscita in frantumi da un’Assise che è stata un campo minato per Toma e i suoi fedelissimi. Il centrodestra è andato sotto un’infinità di volte, costretto a cedere il passo alle minoranze, sostenute dai dissidenti della maggioranza. A partire dal “clamoroso” caso dei concorsi regionali. Sulla mozione del Movimento 5 Stelle, che chiedeva l’annullamento in autotutela degli avvisi pubblici, il governatore si è limitato a leggere una nota “tecnica”, guardandosi bene dal toccare il piano politico della questione. E alla fine è stato sfiduciato dall’Aula che ha votato la mozione: oltre ai 6 consiglieri del Movimento 5 Stelle e ai 2 del Pd, hanno dato il loro voto favorevole Aida Romagnuolo, Filomena Calenda e Andrea Di lucente. Colui che aveva denunciato pubblicamente, sempre a Palazzo D’Aimmo, di aver ricevuto una mail anonima nella quale si indicavano i nomi dei vincitori del concorso. Lo stesso Di Lucente si è detto insoddisfatto dei chiarimenti del governatore. La mozione approvata impegna il governatore ad attivarsi “al fine di procedere all’annullamento in autotutela” di questi avvisi pubblici così da correggerne i vizi e pubblicarli nuovamente, nei modi e nei tempi previsti dalla legge. Resta il primo dato politico della giornata: Toma è stato sfiduciato dal Consiglio.

Si è passati poi ad una serie di provvedimenti presentati dalla consigliere Aida Romagnuolo e puntualmente approvati dall’Aula con il voto delle minoranze. Bocconi amari per il centrodestra che li ha ingoiati senza colpo ferire. Fino ad arrivare all’altro “caso” clamoroso della giornata. In serata la maggioranza è andata sotto per l’ennesima volta, ma questa volta su una fattispecie importante quale l’eliminazione dell’istituto della surroga.  I 5 Stelle hanno chiesto di calendarizzare la proposta che elimina la surroga degli assessori e pezzi di maggioranza ancora una volta hanno votato con le minoranze. In 8 hanno detto sì, Greco, Primiani, Manzo, Fontana, De Chirico, Nola, Facciolla, Fanelli, Aida Romagnuolo e Calenda. Sette sono stati, invece, i no. Seppur la calendarizzazione non sia passata, era necessaria la maggioranza assoluta dell’Aula (11 voti), anche in questo caso il dato politico è dirompente.

Toma non riesce più a tenere a bada i dissidenti ed evidentemente non è in grado di amministrare la Regione se deve puntualmente fare i conti con i mal di pancia dei suoi. Che stanno portando avanti una lenta, ma efficace, opera di logoramento. E’ costretto a pensare ai problemi della maggioranza, invece di occuparsi di quelli dei molisani. Che sono ben più gravi.

La ciliegina sulla torta della giornata di martedì per Toma, è stata l’arrivo in Consiglio di Striscia la Notizia. Che, neanche a dirlo, ha preso di mira il governatore, e ora il Molise sarà esposto ancora una volta al pubblico ludibrio nazionale. Al centro dell’attenzione dell’inviato Pinuccio, la questione delle comunità montane, enti morti da anni, ma tenuti in vita per essere utilizzati come contenitori per gli esclusi dalle elezioni. Non è mancato, ovviamente, un passaggio sulle auto blu, dopo il clamore suscitato dalla vicenda sollevata proprio dalla nostra testata.

La maggioranza di centrodestra è in frantumi e la mozione di sfiducia, che dovrebbe essere firmata anche da pezzi di maggioranza, è dietro l’angolo. Noi la anticipiamo e chiediamo a voi cittadini se ritenete opportuno che in Molise si torni al voto per il rinnovo del consiglio regionale.

Ritieni opportuno che in Molise si torni al voto per il rinnovo del consiglio regionale?

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