Ma che Bontà, con quel gol là

GENNARO VENTRESCA

Sulla scranna di presidente il bel Gesuè non pensa proprio di andare a sedersi. Poco gl’importa il titolo, l’essenziale è che la bacchetta del direttore d’orchestra sia sempre nelle sue mani. Prima della sfida di Jesi, il varesotto volante ha dedicato tempo e attenzione alle giovani leve rossoblù. Schierate in un mastodontico gruppo, per la foto di rito natalizia, in bella evidenza con tute e franchi sorrisi. Don Mario, a quel che mi è dato di capire, pensa più alla gallina di domani, che all’ovetto di giornata. Facendo intendere che il suo progetto resta fissato a medio e lungo termine.

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L’uzzolo di rivalsa dopo le ingiuste contestazioni non gli ha fatto perdere la calma. Invece di notti insonni ha vissuto sonni sereni, per poter affrontare un domani al meglio delle condizioni. Calma caro patron. Nessuno le mette fregole, ma per favore faccia in fretta a completare l’organico. In panchina al posto del secondo portiere Tano c’era il preparatore Cicioni che per una volta si è sdoppiato, in attesa di avere a disposizione un giovanotto, magari anche più bravo di Natale che anche a Jesi ha mostrato una preoccupante amnesia.

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Un gol d’autore oltre a cento altre cose. Dico di Bontà che mi ha fatto schizzare dalla poltrona, quando ha messo in rete, a “pesce”, il bel cross che gli è arrivato da destra, dall’angolo di Candellori. Un gol di quelli che ti riconciliano col mondo dei calci d’angolo e che, in qualche modo fa il paio con quello della settimana scorsa che ha visto lo stesso Bontà vestire i panni raffinati del rifinitore, con un colpo di tacco di taglio brasiliano.

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A Jesi, nella terra del Verdicchio, Bontà si è levato su tutti, disputando una partita di alto livello. Oltre al gol ha sfacchinato, arginando coraggiosamente una diga a metà campo, salvo poi autolanciarsi sulla fascia destra, per tentare di spezzare le reti alla gracilina difesa locale. Non sono mai stato favorevole ai cavalli di ritorno, ma questa volta faccio volentieri eccezione. Il pupillo di Cudini ha fatto bene a rientrare nei nostri ranghi, e la fascia di capitano gli veste a pennello.

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Panchina povera. Come negarlo. Al di là della trovata Cicioni c’è da fare i conti con un plotoncino di marmocchi, in attesa che arrivi qualche rinforzo. Di quelli veri, non tanto per far numero, allo stato dell’arte servono un paio di pezzi grossi, a cui si dovrebbero aggiungere alcuni ragazzi in gamba, per consentire al mister di poter fare scelte più agiate. Nessuno dimentichi, ritornando alla partita, la quarta vinta consecutivamente, che nella fase calda i nostri hanno dovuto arrangiarsi in dieci, espulso Menna e già sotto la doccia Cogliati, c’è stato da moltiplicare le risorse. Per non farsi beffare da una formazione piegata dalla sua misera classifica.

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Da non credere. Jambè, passato al Montegiorgio, si scopre goleador. Neanche il tempo di salutare il Molise ed eccolo in gol nelle due domeniche da ex. Ci eravamo sbagliati tutti? Non credo. Fatto sta che le sue reti sono state pesanti e certificano che nel mondo dei calci d’angolo non c’è nulla di scontato.

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